Nastagio degli onesti - Decameron

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Descrizione

Un nobile ravennate, Nastagio degli Onesti, nonostante fosse ancora molto giovane, si ritrovò ricchissimo in seguito alla morte del padre e dello zio; presto s'innamorò di una ragazza di un'ancora più nobile famiglia, quella dei Traversa, e per attirare la sua attenzione, cominciò a spendere smisuratamente in banchetti e feste. La giovane però non si mostrò mai interessata all'amore del ragazzo, e per questo lui più volte si propose di suicidarsi, di odiarla o di lasciarla stare, ma mai riuscì nei suoi propositi. Vedendo che, seguendo questo suo sogno, Nastagio si stava consumando nella persona e nel patrimonio, i suoi amici e parenti gli consigliarono allora di andarsene da Ravenna, in modo che riuscisse poi a dimenticare il suo amore inappagato; il ragazzo, non potendo continuare ad ignorare questo consiglio, si trasferì a Classe, poco lontano dalla sua città.

Tipologia

Superiori

Testo completo

Un nobile ravennate, Nastagio degli Onesti, nonostante fosse ancora molto giovane, si ritrovò ricchissimo in seguito alla morte del padre e dello zio; presto s'innamorò di una ragazza di un'ancora più nobile famiglia, quella dei Traversa, e per attirare la sua attenzione, cominciò a spendere smisuratamente in banchetti e feste.
La giovane però non si mostrò mai interessata all'amore del ragazzo, e per questo lui più volte si propose di suicidarsi, di odiarla o di lasciarla stare, ma mai riuscì nei suoi propositi.
Vedendo che, seguendo questo suo sogno, Nastagio si stava consumando nella persona e nel patrimonio, i suoi amici e parenti gli consigliarono allora di andarsene da Ravenna, in modo che riuscisse poi a dimenticare il suo amore inappagato; il ragazzo, non potendo continuare ad ignorare questo consiglio, si trasferì a Classe, poco lontano dalla sua città.
Un venerdì all'inizio di Maggio, Nastagio, addentratosi nella pineta, vide una ragazza correre nuda e in lacrime, inseguita da due cani che la mordevano e da un cavaliere nero che la minacciava di morte: lui si schierò a difesa della fanciulla ma l'uomo a cavallo, dopo essersi presentato come Guido degli Anastagi, disse a Nastagio di lasciarlo fare in quanto, essendo in realtà già morto per essersi suicidato, stava solo scontando la propria pena infernale, accanendosi su colei che disprezzando il suo amore lo aveva portato a togliersi la vita.
Rassegnatosi al volere divino, assisté allo strazio del corpo della giovane da parte del cavaliere, al termine del quale i due furono costretti a ricominciare da capo il loro inseguimento, fino a fuggire dalla vista di Nastagio.
Il ragazzo decise allora di approfittare di questa situazione, e perciò invitò i propri parenti e la sua amata con i suoi genitori a banchettare in quel luogo il venerdì seguente.
Come Nastagio aveva previsto, alla fine del pranzo si ripeté la scena straziante alla quale lui aveva assistito una settimana prima, e questa ebbe l'effetto sperato; infatti, la giovane Traversa, ricordandosi di come aveva sempre calpestato l'amore che il padrone di casa provava nei suoi confronti, per paura di subire la stessa condanna acconsentì immediatamente a sposare Nastagio, tramutando così il proprio odio in amore.


La storia ha inizio a Ravenna nel periodo medievale nell’ ambiente nobile-cortese. Nella seconda parte della narrazione lo sfondo viene trasferito nella città di Classe; questo cambiamento ha il ruolo di distrarre Nastagio dalle sue sofferenze amorose. La parte culminante della novella ha luogo in una pineta. Boccaccio fornisce una descrizione precisa del luogo nel quale poi avverrà l’episodio chiave che aiuterà il protagonista a sciogliere il nodo della sua situazione sentimentale, indicando il giorno :venerdì;il mese: quasi ai primi di maggio;il clima ambientale: una giornata soleggiata;e l’ora: verso mezzogiorno; questi elementi rappresentano il topos del tipico locus amoenus, sfondo ideale per rivolgere dolci pensieri alla donna amata.

Nastagio  è il protagonista di tutta la vicenda; borghese, nobile d’animo  vive nella città di Ravenna diventa ricchissimo grazie ad un ingente patrimonio ereditato in seguito alla morte del padre e dello zio. Non ancora sposato si innamora di una figlia di Messer Paolo Traversari per la quale spende gran parte delle sue ricchezze senza riuscire a conquistarla.
Da questo fatto emerge il suo lato di scialacquatore evidenziato anche durante il soggiorno a Chiassi in cui conduce una vita sfarzosa.
La condizione di innamoramento del giovane non corrisposto lo spinge al pensiero del suicidio, svelando nel suo carattere una nota di debolezza messa in seguito in secondo piano dalla sagacia e l’astuzia utilizzate per rovesciare la situazione da sfavorevole a vantaggiosa.
Secondo Boccaccio, infatti, per salvarsi nelle situazioni si deve possedere l’ingegno ed essere aiutati dalla fortuna e dalla forza dell’amore; caratteristiche presenti nella connotazione del protagonista.
La fortuna lo assiste guidandolo nel bosco proprio nel momento in cui accade la vicenda del cavaliere e la forza dell’amore interviene impedendogli di perdersi d’animo davanti ai rifiuti dell’amata e conducendolo così ad ottenere il risultato sperato.

La figlia di Paolo Traversaro, definita da Boccaccio cruda, dura e selvatica si presenta come l’antagonista di Nastagio in quanto fonte delle sue sofferenze. Forse per la sua singolare bellezza o per le sue origini aristocratiche è così altera e sdegnosa da respingere Nastagio e tutto quanto gli piacesse. Nonostante alla fine accetti di sposare Nastagio, rendendolo felice oltre misura e quindi uscendo apparentemente dal suo ruolo di antagonista, resta sempre un personaggio negativo poiché non lo sposa per amore ma per vigliaccheria dopo aver assistito alla scena nel bosco.

Guido degli Anastagi, cavaliere vissuto nella stessa terra di Nastagio, occupa un ruolo di aiutante del protagonista in quanto la sua comparsa si rivela decisiva per lo svolgimento della vicenda, perché, come lui, ha amato una donna crudele e insensibile che non badava ai suoi sentimenti spingendolo così al suicidio. È proprio quest’azione il simbolo della divergenza tra i due personaggi rafforzando la tragica esemplarità della “visione”.

La donna amata dal cavaliere è un personaggio secondario che presenta analogie con la figlia dei Traversari. Anch’ella viene dipinta come una donna dura e crudele. Morta poco dopo il suicidio del cavaliere, è destinata all’inferno per il suo cinismo e per la felicità provata dinnanzi ai tormenti di Guido, di cui non si è mai pentita, essendo convinta di non aver peccato.

Le comparse sono gli amici di Nastagio che gli consigliano di trasferirsi da Ravenna ; i commensali del banchetto organizzato da Nastagio che piangono di fronte alla scena del cavaliere e della donna.