Nerone

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Descrizione

Il caso, o più verosimilmente il veleno fecero di Nerone il nuovo imperatore di Roma nel 54 d.C.. Egli aveva solo 17 anni, ed era il più giovane Principe mai salito sul trono fino a quel momento. La sua ascesa al potere derivò dalla accurata organizzazione che ne fece sua madre Agrippina, sorella di Caligola: la morte di Claudio fu tenuta nascosta, Britannico trattenuto, mentre Nerone, invece, si presentò dai pretoriani offrendo loro un donativum, che lo fece proclamare nuovo imperatore.

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Il caso, o più verosimilmente il veleno fecero di Nerone il nuovo imperatore di Roma nel 54 d.C.. Egli aveva solo 17 anni, ed era il più giovane Principe mai salito sul trono fino a quel momento.
La sua ascesa al potere derivò dalla accurata organizzazione che ne fece sua madre Agrippina, sorella di Caligola: la morte di Claudio fu tenuta nascosta, Britannico trattenuto, mentre Nerone, invece, si presentò dai pretoriani offrendo loro un donativum, che lo fece proclamare nuovo imperatore.
Il giorno stesso Nerone si presentò in Senato leggendo un discorso elaborato per lui da Seneca: vi riprendeva i temi augustei, tra cui quello di un governo equamente diviso tra imperatore e Senato. Da parte di madre e padre Nerone discende da Ottavio e da Marco Antonio: era stato adottato da Claudio, e riuniva dunque i due rami nemici dei Giulii e dei Claudii.
Legato a questo personaggio è il problema del «Neronismo», via politica alquanto originale, vicina più ad un genere di vita, o ad un ideale estetico, che ad un programma politico.
Le testimonianze letterarie ci presentano Nerone come «il nemico del genere umano» - dice Plinio il Vecchio –, oppure «semplicemente» come un mostro che uccise il fratellastro, praticò l’incesto con la madre prima di farla assassinare, fece sparire sua moglie e il suo precettore, si fece sposare da uno dei suoi liberti, comportandosi inoltre da istrione e auriga, e dando fuoco a Roma.
Gli ambienti giudaici e gli scrittori cristiani, invece, lo presentarono addirittura come un anticristo e come la Bestia dell’Apocalisse di Giovanni.
Le testimonianze archeologiche, invece, ci mostrano un uomo di cultura, di gusto, amante di scultura e pittura, che avrebbe voluto trasformare Roma in una «Neropolis» con il cuore di essa che sarebbe stata la Domus Aurea, un palazzo imperiale concepito come mondo chiuso.
Nerone impose un governo autocratico, ma anche una vera e propria rivoluzione culturale. Era infatti un giovane Principe affascinato dal mondo orientale e dalla Grecia, un megalomane e un musicista che prendeva molto sul serio le sue attività liriche, crudele, istrione, tormentato e angosciato da paure di ogni tipo, un dandy che usava uno smeraldo come occhiale, poiché miope. I suoi versi poetici – come ci racconta Tacito – non erano affatto ridicoli, anche se egli si credeva il più grande artista del suo tempo.
I primi cinque anni di regno di Nerone, dal 54 al 59 d.C., sono chiamati il quinquennio felice, che per molti secoli, anche a causa di scrittori antichi, si era ritenuto essere una sorta di periodo di serenità totale che si sarebbe concluso con la morte di Agrippa.
Oggi, invece, se si cerca una svolta politica la si pone tra il 61 e il 62, quando Nerone indurì il suo atteggiamento verso il senato. Prima di queste date, invece, Nerone tentò di infondere nella società romana i suoi nuovi valori: il gioco, la festa, il lusso, la fortuna.
Nel 54 alla salita al trono di Nerone, egli è assistito da due consiglieri: Burro, il prefetto del pretorio e il suo precettore, Seneca il filosofo. Per quanto riguarda, invece, la politica estera, se ne sarebbe occupata sua madre Agrippina.
Nel 55 avviene l'uccisione di Britannico e la reazione contro la politica di Claudio.
Nel 58 il Senato rifiutò di accordare a Nerone una nuova riforma fiscale che egli aveva proposto.
Nel 59 morì Agrippina.
Nel 60 si svolse la prima edizione dei Neronia, giochi quinquennali, secondo una formula greca. Ci furono gare musicali, ginniche, ippiche.
Nel 62 morì Burro. Tigellino, anima dannata dell’imperatore, divenne il nuovo prefetto del pretorio. Seneca si ritirò piano piano dalla corte imperiale, e furono resuscitati in Senato i processi di lesa maestà.
Nel 64, a Luglio, avvenne il famoso incendio di Roma.
Nel 65 si concretizzò la Congiura dei Pisoni, col suicidio di Seneca, Lucano e Pisone.
Nel 66 fu costruito il colosso di Nerone, fu chiuso il tempio di Giano, fu proclamata la pace universale ed si sviluppò la Rivolta in Giudea degli ebrei, che fu repressa da Vespasiano.
Durante il suo ultimo anno di regno, il 68 d.C., ci furono contatti tra Vindice e altri governatori come Galba per rovesciare l’impero. Galba ottenne l’appoggio del legato Otone e del questore Cecina. Anche i pretoriani di Roma si dichiararono dalla parte di Galba e dunque contro Nerone, il quale fu dichiarato nemico pubblico dal Senato.
Abbandonato da tutti, Nerone si suicidò aiutato da una schiava che gli diede il colpo di grazia mentre stavano per arrestarlo. Le sue ultime parole, si dice siano state: «Quale artista muore con me!». Aveva poco più di 30anni, e la sua morte diede origine ad un periodo di guerre civili.