Ordine equestre ed esercito sotto Augusto

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Descrizione

Essere cavalieri dava dei privilegi, come portare la tunica con la banda di porpora stretta, l'anello d’oro ed avere posti riservati agli spettacoli, ma non dava nessuna eredità legale: non si nasceva cavalieri, a meno di non essere figli di senatori, lo si diventava. L’ordo equestris era assai più aperto di quello senatorio: poco importava, infatti, l’origine geografica o sociale di qualsiasi dei suoi membri, ma contavano innanzitutto i propri meriti e la propria capacità di servire.

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Essere cavalieri dava dei privilegi, come portare la tunica con la banda di porpora stretta, l'anello d’oro ed avere posti riservati agli spettacoli, ma non dava nessuna eredità legale: non si nasceva cavalieri, a meno di non essere figli di senatori, lo si diventava.
L’ordo equestris era assai più aperto di quello senatorio: poco importava, infatti, l’origine geografica o sociale di qualsiasi dei suoi membri, ma contavano innanzitutto i propri meriti e la propria capacità di servire.
Con questo ordo rinnovato, allora, Augusto si creò tutta una elite di funzionari diligenti e pronti sempre a sostenere il nuovo regime.
L'esercito è nato sui campi di battaglia, ed era il mezzo attraverso il quale la pace è stata restaurata. Augusto si è fatto campione di questa pace, ma non poteva certo ignorare l’esercito, tutt’al più che è a lui solo che i soldati prestavano il sacramentum che, dalla Repubblica, legava il soldato al suo generale.
L’esercito, ormai, era formato da un gruppo di professionisti e Augusto seppe circondarsi anche di generali competenti membri della sua famiglia, come Agrippa, Tiberio e Druso.
Augusto non abolì il principio dell’obbligo militare per tutti, ma l’arruolamento volontario era sufficiente a fornire le 6.000 reclute legionarie necessarie ogni anno; portò il soldo dei legionari a 25 denari; stabilì che il reclutamento fosse essenzialmente italico, anche se consentì qualche apporto di cittadini romani provinciali. In questo modo arrivò a costituire un esercito ormai permanente composto da 25 legioni, le quali ricevettero ognuna un numero d’ordine e un soprannome.
La distinzione tra unità ausiliarie e legioni si precisa sotto Augusto anche se esisteva già da tempo:
- L’insieme dei corpi ausiliari equivaleva in numero d’uomini al corpo delle legioni;
- In origine i corpi ausiliari ricevevano un nome che evocava l’etnia dei proprio soldati, come per esempio l’ala Thracum per i Traci. Al suo congedo l’ausiliare poteva beneficiare del privilegio di ricevere la cittadinanza romana, e suo figlio poteva arruolarsi in una legione.
Augusto installò una guarnigione in a Roma quando l’Italia non ne conosceva; nelle province, invece, erano ripartiti i gruppi ausiliari e le legioni.
Non fu dimenticata la sicurezza marittima: malgrado il Mediterraneo, dopo Azio, fosse diventato un grande mare romano, due porti in particolare ebbero per missione di controllare le due parti del mare intero. Ogni flotta era posta sotto il comando di un prefetto di rango equestre. Erano flotte permanenti, che oltre alla loro funzione di polizia erano una riserva di uomini, assicuravano la logistica delle operazioni, trasportavano truppe e anche l’imperatore da una parte all’altra dell’impero.