Osteocondrosi della tuberosita tibiale anteriore

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Descrizione

L'osteocondrosi della tuberosità tibiale anteriore (o morbo di Osgood-Schlatter) è una malattia caratteristica dell'età compresa tra 11 e 14 anni. Interessa maggiormente il sesso maschile e si manifesta con dolore locale e tumefazione. Raramente la lesione è causa di zoppia, ma spesso determina una limitazione funzionale per la estensione del ginocchio contro resistenza. La malattia evolve solitamente in modo benigno con un decorso della durata di 2 anni circa. Soltanto eccezionalmente, a causa della diminuzione della resistenza del nucleo apofisario tibiale, al quale si inserisce il tendine rotuleo, si può complicare con il distacco della tuberosità tibiale.

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L'osteocondrosi della tuberosità tibiale anteriore (o morbo di Osgood-Schlatter) è una malattia caratteristica dell'età compresa tra 11 e 14 anni.
Interessa maggiormente il sesso maschile e si manifesta con dolore locale e tumefazione. Raramente la lesione è causa di zoppia, ma spesso determina una limitazione funzionale per la estensione del ginocchio contro resistenza.
La malattia evolve solitamente in modo benigno con un decorso della durata di 2 anni circa. Soltanto eccezionalmente, a causa della diminuzione della resistenza del nucleo apofisario tibiale, al quale si inserisce il tendine rotuleo, si può complicare con il distacco della tuberosità tibiale.
Clinicamente si rileva dolorabilità locale, sia alla pressione che alla percussione; la tuberosità tibiale appare rigonfia ed edematosa; la funzione del ginocchio è solo lievemente limitata dal dolore. L'esame radiografico mostra la presenza di un nucleo apofisario sclerotico o frammentato, parzialmente dia-stasato dalla tibia.
La terapia deve perseguire le stesse finalità delle altre osteocondrosi, cioè limitare il carico e favorire la vascolarizzazione locale.
Al paziente verrà prescritto di evitare (o limitare nei casi meno gravi) le attività sportive; nei casi più gravi il riposo del quadricipite si può ottenere con applicazione di una ginocchiera gessata. La terapia antiflogistica viene somministrata, in via generale o in via locale, per attenuare il dolore.
Per favorire la vascolarizzazione locale si possono eseguire applicazioni di ultrasuoni, localmente, con lo svantaggio che possono aumentare il dolore; la magnetoterapia ha dato, in svariati casi, ottimi risultati.
Nei casi con notevole diastasi del nucleo e persistenza della dolorabilità persista, si può anche ricorrere all'intervento chirurgico praticando perforazioni multiple, allo scopo di richiamare la vascolarizzazione dall'osso spugnoso sottostante, ed accelerare così i processi di guarigione della malattia.
Una rarissima complicazione del morbo è il distacco della tuberosità tibiale anteriore, per trazione da parte del tendine rotuleo. In questo caso la terapia consiste nella reinserzione chirurgica e nella sintesi mediante una robusta vite da spongiosa.