Osteomielite cronica e osteomielite secondaria

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Descrizione

L'osteomielite cronica può essere tale fin dall'inizio, ma rappresenta spesso la cronicizzazione della osteomielite acuta. La permanenza di sequestri di osso necrotico e di germi nella sede dell'infezione primitiva, può essere causa di un persistente processo reattivo locale, senza le manifestazioni generali della flogosi. La sintomatologia clinica locale che consiste in dolore e tumefazione può presentare periodi di remissione anche di lunga durata, alternati a periodi di riacutizzazione.

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L'osteomielite cronica può essere tale fin dall'inizio, ma rappresenta spesso la cronicizzazione della osteomielite acuta. La permanenza di sequestri di osso necrotico e di germi nella sede dell'infezione primitiva, può essere causa di un persistente processo reattivo locale, senza le manifestazioni generali della flogosi.
La sintomatologia clinica locale che consiste in dolore e tumefazione può presentare periodi di remissione anche di lunga durata, alternati a periodi di riacutizzazione.
Il focolaio può essere chiuso o aprirsi all'esterno con fistole che possono permanere beanti e secernenti o possono chiudersi spontaneamente per poi riaprirsi a distanza di tempo.
L'esame radiografico, come l'osteomielite acuta, mette in evidenza la presenza di sequestri contornati da un'area osteolitica, circondate da osso sclerotico: la reazione periostale è intensa, conducendo spesso all'ingrossamento di tutto l'osso interessato.
La terapia medica spesso è insufficiente per la permanenza dei sequestri necrotici in loco, per cui si deve ricorrere all'intervento chirurgico.
Questo consiste nell'apertura ampia della diafisi (emidiafisectomia) al fine di asportare i sequestri ossei e di favorire l'apporto ematico dalle zone metafisarie alla diafisi.
L'osteomielite secondaria a fratture o a interventi chirurgici è generalmente una malattia cronica fin dall'inizio, che determina ritardi di consolidazione.
La presenza di mezzi di sintesi rende difficile la guarigione della sepsi, per cui diventa necessaria la loro asportazione.
Per consentire la guarigione del processo infettivo e la contemporanea immobilizzazione della frattura, è necessario sintetizzare l'osso mediante fissatori esterni applicati a distanza dal focolaio settico.