Patogenesi e terapia delle cifosi asteniche

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Descrizione

Per capire la patogenesi delle cifosi asteniche occorre ricordare che la postura del feto e del neonato è in flessione anteriore di tutto il rachide. Solo secondariamente si sviluppa la lordosi cervicale e quindi quella lombare, per consentire la stazione eretta. Durante l'accrescimento, una vita dinamica consente uno sviluppo corretto delle masse muscolari che conducono alla normale postura definitiva dell'adulto. Se per qualsiasi motivo non si ottiene un adeguato trofismo delle masse muscolari si svilupperà una iperlordosi lombare ed una ipercifosi dorsale, spesso una causa o concausa dell'altra; queste, inizialmente mobili e ben correggibili attivamente tenderanno, col tempo, a strutturarsi ed a diventare rigide e difficilmente correggibili.

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Per capire la patogenesi delle cifosi asteniche occorre ricordare che la postura del feto e del neonato è in flessione anteriore di tutto il rachide.
Solo secondariamente si sviluppa la lordosi cervicale e quindi quella lombare, per consentire la stazione eretta.
Durante l'accrescimento, una vita dinamica consente uno sviluppo corretto delle masse muscolari che conducono alla normale postura definitiva dell'adulto. Se per qualsiasi motivo non si ottiene un adeguato trofismo delle masse muscolari si svilupperà una iperlordosi lombare ed una ipercifosi dorsale, spesso una causa o concausa dell'altra; queste, inizialmente mobili e ben correggibili attivamente tenderanno, col tempo, a strutturarsi ed a diventare rigide e difficilmente correggibili.
Si parla di dorso curvo astenico nel primo caso e di cifosi strutturata nel secondo.
Quando la cifosi strutturata deriva da un processo osteocondrosico dei nuclei vertebrali epifisari, che si deformano a cuneo, si parla di cifosi osteocondrosica.
La sintomatologia, oltre all'atteggiamento scorretto della colonna, si può manifestare con un insolito dolore dorsale.
La terapia deve essere innanzitutto eziologica.
Nella cifosi astenica la ginnastica e lo sport, intesi a sviluppare le masse muscolari addominali e paravertebrali dorsali, daranno risultati eccellenti prima dell'inizio della pubertà, quando la curva non è ancora strutturata. Più tardi si potrà decidere caso per caso, secondo la gravità e la rigidità della curva, di trattare il paziente con la sola ginnastica o di tutelarlo anche con un corsetto ortopedico.
Il corsetto può essere antigravitario o di Milwaukee. Il primo è costituito da una presa pelvica che costringe il bacino in una posizione di nutazione posteriore, spianando così la lordosi lombare, e risale posteriormente fin quasi all'apice della curva cifotica. Una paletta spinta da un "mollone" applicato al corsetto, esercita la sua pressione sul manubrio sternale costringendo il paziente a raddrizzare il busto e le spalle nel tentativo di sottrarsi alla spinta.
Il corsetto di Milwaukee, già descritto per la scoliosi, trova la sua indicazione nelle cifosi congenite gravemente evolutive, nelle cifosi osteocondrosiche e quando ad una cifosi si associa una deviazione scoliotica del rachide.
Nelle cifosi da osteocondrosi vertebrale, che si manifestano nel ragazzo di 11-14 anni ed hanno carattere evolutivo rapido, è indicata la fisiokinesiterapia nei primi periodi, ma deve essere associata all'uso di tutori o di veri e propri corsetti ortopedici, allo scopo di ottenere contemporaneamente una correzione passiva ed una stabilizzazione attiva.
Quando la cifosi raggiunge un grado di deformità e di rigidità tali da non essere più correggibile con metodi incruenti, e quando il grado di curvatura è tale da farci presumere una ulteriore evoluzione ed ulteriori danni per la stessa colonna e per il torace, si può ricorrere all'intervento chirurgico. Questo consiste, come per le scoliosi, nella correzione della deformità con apposito strumentario e nella stabilizzazione mediante artrodesi vertebrale ottenuta decorticando il segmento cifotico ed apponendovi trapianti ossei autoplastici prelevati da una costa, dal perone o dalle ali iliache.
Il ricorso più frequente alla terapia chirurgica, sempre preceduta da fisioterapia e da correzione con apparecchi gessati o corsetti, viene richiesto dalle cifosi congenite altamente evolutive.
Le iperlordosi, sia cervicale che lombare, sono spesso conseguenza della ipercifosi dorsale, con finalità compensatoria; raramente, in questi casi, nel bambino, sono causa di sintomatologia importante, ma hanno rilevanza estetica e saranno sintomatiche nell'adulto.
L'iperlordosi lombare primitiva si osserva soprattutto nel bambino in sovrappeso e nel bambino astenico che non abbia sviluppato una sufficiente muscolatura addominale.
Iperlordosi di grado notevole (superiore a 60° - 70°) si possono osservare nella spondilolistesi delle ultime vertebre lombari e possono associarsi ad altre patologie, come la lussazione bilaterale delle anche e l'acondroplasia, rappresentando nel primo caso un atteggiamento patologico e nel secondo una risposta, compensatoria alla limitata estensione delle anche o alla rotazione del bacino, con anteposizione delle ali iliache e retroposizione del pube.
In tutti questi casi la terapia deve essere rivolta alla malattia di base; sarebbe infatti oltremodo errato cercare di correggere una iperlordosi che si sia sviluppata per compensare un atteggiamento scorretto di altri distretti dell'apparato locomotore, con la finalità di riportare in equilibrio la statica della colonna.