Periodi della vita nella Roma repubblicana

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Descrizione

Il bambino imparava, l’adulto agiva, il vecchio trasmetteva: questi erano i grandi periodi della vita di un uomo o di una donna. L’età del bambino si divideva in due: il neonato e il bambino che imparava. Il bambino alla nascita doveva essere accettato dal padre di famiglia. Il bambino durante questa fase veniva fasciato per dargli la giusta posizione, gli venivano fasciate le gambe e le braccia perché per loro era importantissimo che il bambino non fosse deformato.

Tipologia

Università

Testo completo

Il bambino imparava, l’adulto agiva, il vecchio trasmetteva: questi erano i grandi periodi della vita di un uomo o di una donna. L’età del bambino si divideva in due: il neonato e il bambino che imparava. Il bambino alla nascita doveva essere accettato dal padre di famiglia.
Il bambino durante questa fase veniva fasciato per dargli la giusta posizione, gli venivano fasciate le gambe e le braccia perché per loro era importantissimo che il bambino non fosse deformato.
Se il neonato superava questa fase, cominciava il periodo dell’insegnamento, importantissimo perché lì il bambino cominciava a essere un civile.
Al bambino veniva insegnato a scrivere, a leggere, il diritto, gli esempi morali e una preparazione fisica del futuro soldato. Intorno ai 16/17 anni veniva segnata con una cerimonia la fine dell’infanzia, il ragazzo diventava adulto e pronto alla vita pubblica. La vecchiaia era segnata dalla fine del possibile servizio militare.
Per i Romani questo però non era che un punto d’arrivo, poiché diventavano saggi, erano trattati persino con più rispetto ed erano pronti per ruoli più seri e prestigiosi.
Quando un uomo era vicino alla fine si ritirava in campagna dove si concedeva ad una vita più tranquilla lontano dalla città, un posto dove godersi finalmente la vita che rimaneva.