Periodo preclassico del diritto romano

Appunto audio Durata: 4 min 50 sec
Descrizione

Il periodo preclassico è quello del pareggiamento tra patrizi e plebei, con la formazione di una nuova classe dirigente politica la nobilitas patrizio-plebea, è anche il periodo dell’espansione imperialistica di Roma. Gli Organi Costituzionali continuarono ad essere la triade : Senato – Assemblee Popolari – Magistrature, assunsero maggiore importanza il concilio plebeo e la magistratura dei tribuni della plebe, nata su base rivoluzionaria, ma dopo le Leges Liciniae Sextiae fu integrata nel sistema politico costituzionale romano. Fonti del diritto sono: i mores, la Lex Publica (legge comiziale), il Plebiscito (almeno dal 287 a. C., dalla Lex Hortensia che equiparò in maniera definitiva i plebisciti alle leggi), i Senatusconsulta (pronunce autoritative del Senato, organo depositario della sovranità politica, su proposta dei supremi magistrati), gli Editti Magistratuali e i Responsa Prudentium cioè la giurisprudenza (prima pontificale e poi laica sotto il profilo dell’interpretatio).

Tipologia

Università

Testo completo

Il periodo preclassico è quello del pareggiamento tra patrizi e plebei, con la formazione di una nuova classe dirigente politica la nobilitas patrizio-plebea, è anche il periodo dell’espansione imperialistica di Roma. Gli Organi Costituzionali continuarono ad essere la triade : Senato – Assemblee Popolari – Magistrature, assunsero maggiore importanza il concilio plebeo e la magistratura dei tribuni della plebe, nata su base rivoluzionaria, ma dopo le Leges Liciniae Sextiae fu integrata nel sistema politico costituzionale romano.

Fonti del diritto sono: i mores, la Lex Publica (legge comiziale), il Plebiscito (almeno dal 287 a. C., dalla Lex Hortensia che equiparò in maniera definitiva i plebisciti alle leggi), i Senatusconsulta (pronunce autoritative del Senato, organo depositario della sovranità politica, su proposta dei supremi magistrati), gli Editti Magistratuali e i Responsa Prudentium cioè la giurisprudenza (prima pontificale e poi laica sotto il profilo dell’interpretatio).

Gli Editti erano provvedimenti con i quali i magistrati enunciavano le regole e i criteri che avrebbero seguito nell’amministrazione della giustizia (edictum perpetuum), essi erano fonte di ius honorarium (diritto onorario). Una Lex Cornelia del 67 a. C. stabilì che l’editto era vincolante per il magistrato, di fronte alla precedente facoltà di discostarsene nel caso concreto (edictum repentinum). Potevano emanare editti: 1) il Praetor Urbanus istituito nel 367 a. C. con il compito di giudicare le controversie tra cittadini romani; 2) il Praetor Peregrinos, istituito nel 242 a. C. con il compito di giudicare tra cittadini romani e stranieri o tra stranieri all’interno della città; 3) gli Aediles Curules nel contesto della cura annonae erano competenti a regolare le controversie nascenti nei mercati; 4) più tardi con la conquista delle province i Governatori delle Province, relativamente alla propria circoscrizione, questi editti furono fonte di ius honorarium contrapposto al vecchio ius civile. I Responsa dei Prudentes (esperti di diritto) costituiscono la cosiddetta giurisprudenza romana.

Il passaggio dalla giurisprudenza pontificale a quella laica si ha con 2 personaggi dalle carature molto diverse il primo pontefice massimo plebeo Tiberio Coruncanio ed un liberto Gneo Flavio. Tiberio Coruncanio nel 253 a. C. iniziò per primo a publice profiteri cioè a dare risposte (responsa) ai quesiti posti dai cittadini e dai magistrati non più in forma segreta ed oracolare, ma pubblicamente. Un colpo al monopolio pontificale del diritto si è avuto nel 304 a. C. quando Gneo Flavio, liberto e scriba (segretario) del pontefice Appio Claudio divulgò (forse su autorizzazione di Appio) i formulari della actiones, cioè le formule processuali.

Le Attività Giurisprudenziali erano 3: 1) Respondere era l’attività di dare responsa cioè risposte a pareri su quesiti proposti dai privati; 2) Agere implicava il suggerimento della formula processuale, dello schema adatto al singolo e 3) Cavere (per questo parliamo di giurisprudenza cautelare) fu l’attività volta a suggerire come nei casi concreti si potessero adattare i pochi schemi negoziali dell’antico diritto per il raggiungimento di scopi diversi da quello originario (adattamento funzionale).

I Principali Giuristi Repubblicani: Appio Claudio autore del Trattato De Usurpationibus; Sesto Elio Peto Caio, autore dei Tripertita, che contenevano il testo delle XII Tavole, il commento alle XII Tavole e le legis actiones. Altri giuristi ricordiamo : Marco Giunio Bruto, Manio Manlio,  Publio Mucio Scevola (console nel 133 a. C.), i 3 che per opinione di Pomponio, fundaverunt ius civile, fondarono il diritto civile come scienza autonoma e laica rispetto allo ius sacrum. Nell’ultimo secolo vi fu una contrapposizione di idee e di scuole tra i Muciani guidati da Quinto Mucio Scevola e i Serviani guidati da Servio Sulpicio Rufo, alla fine della repubblica come giurista possiamo ricordare Caio Trebazio Testa, consigliere di Augusto.