Problematiche dei piedi nella crescita corporea

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Descrizione

L'atteggiamento dei piedi si valuta considerando le modalità di appoggio cioè valutando la forma dell'impronta plantare, considerando che il piede normale dell'adulto appoggia, nella stazione bipede, sul calcagno, sul lato esterno della pianta ed in corrispondenza della testa metatarsale (in prevalenza sulla prima, quarta e quinta). Si parla di piede piatto quando l'appoggio si estende verso il lato mediale, come effetto della riduzione della volta longitudinale interna. Il piede piatto è di I grado quando la volta mediale sfiora il terreno; di II grado quando il contatto con il terreno è completo; di III grado quando l'impronta della volta mediale deborda all'interno, rispetto alla normale delimitazione del piede stesso l'opposto è invece per il piede cavo.

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Testo completo

L'atteggiamento dei piedi si valuta considerando le modalità di appoggio cioè valutando la forma dell'impronta plantare, considerando che il piede normale dell'adulto appoggia, nella stazione bipede, sul calcagno, sul lato esterno della pianta ed in corrispondenza della testa metatarsale (in prevalenza sulla prima, quarta e quinta).
Si parla di piede piatto quando l'appoggio si estende verso il lato mediale, come effetto della riduzione della volta longitudinale interna. Il piede piatto è di I grado quando la volta mediale sfiora il terreno; di II grado quando il contatto con il terreno è completo; di III grado quando l'impronta della volta mediale deborda all'interno, rispetto alla normale delimitazione del piede stesso l'opposto è invece per il piede cavo.
Il grado di piattismo non definisce però una entità patologica; per parlare di patologia si deve sempre tenere conto anche della capacità funzionale del piede, per valutare la quale bisogna studiare come questo si modifica nel variare gli atteggiamenti, durante il carico, la deambulazione e le altre azioni dinamiche e statiche del piede.
Nel bambino sano il piede è ancora piatto tra il 2 ed il 3 anno di vita e tende poi a modificarsi spontaneamente.
Come criterio prognostico viene utilizzato quello della corrodibilità attiva nella stazione e nella deambulazione sulla punta dei piedi.
L'esperienza insegna che il piattismo dei piedi non sempre si correggerà spontaneamente quando è di III grado, quando è di II grado a 4/5 anni o di I grado dopo i 6 anni.
Il valgismo calcaneare, che si associa al piatto-valgismo di piedi, è fisiologico quando può essere corretto attivamente dal paziente, mentre diventa patologico quando questo non è possibile. La valutazione viene fatta osservando il bambino in piedi dal di dietro e considerando la linea mediana della gamba e quella mediana del calcagno. Queste, quando il calcagno è valgo, formano un angolo all'esterno.
Se il bambino si atteggia sulla punta dei piedi, il calcagno ruota portandosi in asse con la gamba o addirittura in lieve varismo; contemporaneamente il piede diventa cavo, offrendo la possibilità di esprimere un giudizio prognostico favorevole sulla correggibilità spontanea del piede piatto.
Se, con questa manovra, la deviazione calcaneare non si corregge, significa che ci troviamo davanti ad una deformità vera e non ad un atteggiamento funzionale scorretto.
La diagnosi di piede piatto, rispetto agli atteggiamenti fisiologici, non sempre è facile e può essere motivo di errore di valutazione. I numeri non sempre sono indicativi, in un individuo in crescita; solo l'esperienza, a dispetto delle regole scritte, può dare indicazioni definitive.