Processo per formulas o per concepta verba

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Descrizione

Si affermarono nell’ambito della iurisdictio del praetor peregrinus. L'estensione anche al rapporto del ius civile vetus venne con la lex Aebutia de formulis, della seconda metà del II sec. a.C, finchè non venne reso obbligatorio dalla lex Iulia iudiciorum privatorum del 17 a.C. Il processo per formulas iniziava con la ius vocatio; più avanti si affermò accanto ad essa il vadimonium.

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Testo completo

Si affermarono nell’ambito della iurisdictio del praetor peregrinus. L'estensione anche al rapporto del ius civile vetus venne con la lex Aebutia de formulis, della seconda metà del II sec. a.C, finchè non venne reso obbligatorio dalla lex Iulia iudiciorum privatorum del 17 a.C.
Il processo per formulas iniziava con la ius vocatio; più avanti si affermò accanto ad essa il vadimonium. Conosciuta la richiesta dell’attore, il convenuto poteva:
- riconoscere la sua fondatezza, confessio iure, e il processo terminava;
- limitarsi ad un atteggiamento passivo;
- contestare la domanda, chiedendo che fosse negata l’azione oppure opponendo elementi di fatto o di diritto che la paralizzavano (exceptio a suo favore).
Con riferimento alla litis contestatio, in questo processo tale istituto fu del tutto nuovo: si trattava di un atto delle parti, e “ consisteva in un accordo fra attore e convenuto sull’adozione di una determinata formula”. Dopo che il magistrato aveva effettuato la iudicis datio, l’attore indicava i termini definitivi della questione da portare dinanzi al iudex privatus, ed il convenuto dava il suo assenso.
Terminata la fase in iure, il magistrato rilasciava la formula con un apposito provvedimento:
- demonstratio: si innestava nel giudizio chiarendo la questione di fatto oggetto della controversia;
- intentio, con la quale l’attore riassumeva la sua pretesa;
- adiudicatio, con la quale si permetteva al giudice di assegnare l’oggetto della controversia ad una delle due parti;
- condemnatio, con la quale si dava al iudex privatus il potere di condannare o assolvere.
Erano parti accessorie della formula:
- exceptio: era un istituto pretorio, serviva per soddisfare esigenze equitative in opposizione al rigore formale dello ius civile, mezzo di difesa del convento inserito tra l’intentio e la condemnatio;
- replicatio: l’attore poteva opporre questa condizione negativa all’exceptio;
- praescriptio: vantaggio dell’attore, era una clausola inserita prima dell’intentio allo scopo di limitare preventivamente il campo del giudizio; permetteva di evitare di incorrere in pluris petitio.
Raccolte le prove, il giudice doveva dare il suo parere attraverso: condemnatio, adiudicatio o absolutio. La condanna era sempre in una somma di denaro.