Quadro anatomopatologico della scoliosi

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Descrizione

Il quadro anatomopatologico della scoliosi si caratterizza per una deviazione laterale del rachide. Questa deviazione viene generalmente accompagnata da una o più curve di compenso controlaterali che vengono indicate per il lato della loro convessità in destro o sinistro. La rotazione di corpi vertebrali determina la formazione di un gibbo che nella regione toracica è dovuto alla sporgenza delle coste, mentre nella regione lombare alla sporgenza dei processi trasversi.

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Il quadro anatomopatologico della scoliosi si caratterizza per una deviazione laterale del rachide. Questa deviazione viene generalmente accompagnata da una o più curve di compenso controlaterali che vengono indicate per il lato della loro convessità in destro o sinistro.
La rotazione di corpi vertebrali determina la formazione di un gibbo che nella regione toracica è dovuto alla sporgenza delle coste, mentre nella regione lombare alla sporgenza dei processi trasversi.
La rotazione dei corpi vertebrali dorsali è causa di gravi malformazioni della gabbia toracica, con conseguenti danni respiratori; il torace risulta infatti compresso trasversalmente ed allungato nell'altro diametro. Risulta una diminuzione del volume della cassa toracica e limitazione dell'escursione respiratoria. La ventilazione polmonare è, in conseguenza, diminuita, con danno parenchimale da atelettasia.
Le deviazione mediastiniche determinano spesso anche danni funzionali esofagei e cardiaci che, nelle forme più gravi, sono causa di decadimento delle condizioni generali del paziente.
I singoli corpi vertebrali presentano inoltre deformazioni per torsione, nel senso anteroposteriore e per schiacciamento nel senso cranio-caudale.
Queste alterazioni anatomiche sono la causa delle rigidità della colonna e della non correggibilità della curva. Esse determinano inoltre alterazioni delle strutture vicine, compartecipi della funzione del rachide, quali gli arti superiori, i muscoli, i vasi ed i nervi periferici.
Il paziente scoliotico deve essere esaminato sia adagiato su un lettino che in stazione eretta. Su un lettino si può valutare la conformazione globale del rachide, il tono ed il trofismo della muscolatura paravertebrale ed addominale e si può misurare la lunghezza degli arti inferiori, dalla S.I.A.S. (spina iliaca anterosuperiore) al malleolo interno. Nella stazione eretta uno sguardo frontale indica la presenza di deformazioni toraciche e del bacino. Le spalle possono presentare un'altezza diversa, così le ali iliache ed in particolare il livello della S.I.P.S. che corrisponde a due fossette palpabili in sede parasacrale.
Le scapole possono essere alte o alate, per la spinta ricevuta posteriormente dal gibbo costale. Importante rilevare la regolarità o la asimmetria dei "triangoli della taglia" che sono formati dal margine esterno del torace, dal profilo del bacino e dal margine mediale dell'arto superiore che cade spontaneamente.
Per una precisazione diagnostica si deve inoltre rilevare la sede della curva (cervicale, dorsale, dorso-lombare, lombare), il suo verso (destro o sinistro convessa) e la sua associazione o meno con curve di compenso .
Va rilevato inoltre l'appiombo vertebrale, indice di compensazione o meno. Questo si determina facendo cadere un filo a piombo dal centro dell'occipite. Si deve infine constatare la mobilità della colonna e la escursione del torace. In ispezione laterale è possibile rilevare a volte una ipercifosi dorsale e una iperlordosi lombare. Nella stazione eretta si può meglio distinguere un semplice atteggiamento scoliotico da una scoliosi vera. Facendo curvare il paziente in avanti ed esaminando il profilo della colonna, nel paziente con atteggiamento scoliotico si nota che i processi spinosi si allineano, nello scoliotico vero si osserva che questo non avviene e, dal lato della convessità, si rende evidente il gibbo che contraddistingue la scoliosi.
L'esame radiografico della colonna, eseguito in toto, nelle due proiezioni ortogonali, non deve essere trascurato; esso consente di fare una valutazione sul tipo di deformità della colonna e sulla sua entità.
La misurazione della deviazione scoliotica viene espressa in gradi, misurando l'angolo di Cobb.  L'esame radiografico consente inoltre di valutare lo stato di maturità dello scheletro.