Regime supersemplificato, forfetario e per le attivita marginali

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Descrizione

Il regime supersemplificato è stato introdotto con il provvedimento collegato alla finanziaria 1997 per i cosiddetti “contribuenti minori” e sancisce delle agevolazioni esclusivamente di tipo contabile comportando contestualmente una riduzione degli adempimenti amministrativi. Le semplificazioni contabili previste per questo regime consistono nell’annotazione cumulativa nei registri IVA o in un apposito prospetto conforme a modello ministeriale delle operazioni fatturate in ogni mese, entro il giorno 15 del mese successivo, e degli acquisti, entro il termine previsto per le liquidazioni IVA.

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Il regime supersemplificato è stato introdotto con il provvedimento collegato alla finanziaria 1997 per i cosiddetti “contribuenti minori” e sancisce delle agevolazioni esclusivamente di tipo contabile comportando contestualmente una riduzione degli adempimenti amministrativi.

Le semplificazioni contabili previste per questo regime consistono nell’annotazione cumulativa nei registri IVA o in un apposito prospetto conforme a modello ministeriale delle operazioni fatturate in ogni mese, entro il giorno 15 del mese successivo, e degli acquisti, entro il termine previsto per le liquidazioni IVA. Inoltre, i contribuenti che si avvalgono di tale regime possono semplicemente conservare anziché registrare i documenti relativi a costi non rilevanti ai fini IVA di cui vogliono effettuare la deduzione dal reddito.

Il regime forfetario per imprenditori individuali e lavoratori autonomi
E’ il regime naturale (non c’è bisogno di opzione) per le imprese individuali quando sussistono i seguenti requisiti, riferiti all’anno precedente oppure, mediante previsione, a quello in corso, per le nuove imprese:
ricavi non superiori a € 10.329,14 ragguagliati ad anno
utilizzo di beni strumentali (anche in leasing) di costo complessivo, al netto degli ammortamenti, non superiore a € 10.329,14 ragguagliato ad anno
mancanza di esportazioni
corresponsione a dipendenti e altri collaboratori stabili di compensi (comprensivi dei contributi previdenziali e assistenziali) non superiori al 70% del volume d’affari realizzato, sempre nel rispetto del massimale di cui sopra di € 10.845,59
Essendo un regime naturale, salvo opzione per il regime ordinario o semplificato, esso è obbligatorio per i contribuenti aventi i suddetti requisiti. Pertanto, in mancanza di opzione di revoca, occorre calcolare il reddito d’impresa in modo forfetario e non in modo ordinario.
Il reddito imponibile è calcolato applicando al volume d’affari, aumentato dei componenti positivi fuori campo IVA, le seguenti percentuali:
75% per le imprese con attività di prestazione di servizi
61% per le imprese esercenti altre attività
78% per i professionisti

Il regime forfetario per gli enti non commerciali
Può essere scelto solo dagli enti non commerciali ammessi al regime di contabilità semplificata. Il regime è valido sino a revoca e comunque almeno per un triennio.
Per questi soggetti il reddito d'impresa verrà determinato applicando all'ammontare dei ricavi conseguiti nell'esercizio di attività commerciali il coefficiente di redditività corrispondente alla classe di appartenenza, con questi criteri:
a)attività di prestazione di servizi:
a.fino a lire 30 milioni, coefficiente del 15%;
b.da lire 30.000.001 a lire 360.000.000, coefficiente del 25%.
b)altre attività:
a.fino a lire 50 milioni, coefficiente del 10%;
b.da lire 50.000.001 a lire 1.000.000.000, coefficiente del 15%.
All'importo così determinato dovranno essere aggiunti determinati componenti positivi di reddito.

Il regime per le attività marginali
Il regime sostitutivo per attività marginali è applicabile a ditte individuali (persone fisiche) e lavoratori autonomi (professionisti). La sua applicazione necessita di una domanda d’ammissione, da redigere su apposito modello e da presentare all’Amministrazione finanziaria entro il 31 gennaio dell’anno dal quale s’intende adottare il regime. E’ utilizzabile dalle imprese individuali (comprese quelle familiari) quando sussistono i seguenti requisiti, riferiti all’anno precedente:
l’attività esercitata deve rientrare tra quelle assoggettate agli studi di settore
ricavi non superiori ai limiti fissati annualmente dall’Agenzia delle Entrate per i vari settori economici e calcolati sempre in base alla metodologia degli studi di settore.
Tale regime contabile esonera il contribuente dagli adempimenti contabili: non si devono registrare i fatti di gestione e non si deve tenere nessun libro o registro (tranne quelli dei dipendenti, se esistenti). Inoltre, si possono omettere le liquidazioni ed i versamenti periodici dell’IVA, nonché l’acconto annuale della stessa imposta ed il pagamento delle addizionali IRPEF. L’ordinaria tassazione IRPEF del reddito d’impresa (o di lavoro autonomo) è sostituita da una tassazione sostitutiva più favorevole.
Il reddito imponibile da assoggettare a tassazione agevolata è calcolato come differenza tra i ricavi, determinati con l’applicazione degli studi di settore, e le spese fiscalmente deducibili. La tassazione, sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, avviene con un’imposta agevolata del 15% applicata sul reddito imponibile
Il regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo
Il regime sostitutivo per le nuove iniziative è applicabile a ditte individuali (persone fisiche) e lavoratori autonomi (professionisti). La sua applicazione necessita di un’opzione da effettuarsi in sede di presentazione della dichiarazione d’inizio attività. E’ possibile utilizzare questo regime per un massimo di tre anni, ma anche prima di tale termine il contribuente può comunicare la rinunzia al regime agevolato. E’ utilizzabile dalle imprese individuali (comprese quelle familiari) quando sussistono i seguenti requisiti:
il contribuente non deve aver esercitato negli ultimi tre anni (cioè prima dell’inizio della nuova iniziativa) attività d’impresa o professionale, neanche in forma associata;
la nuova attività non deve essere la prosecuzione di un’attività precedente, anche se svolta in qualità di lavoratore dipendente o autonomo;
la nuova impresa deve essere in regola con gli obblighi previdenziali, assicurativi e amministrativi.
I ricavi annuali non devono essere superiori a € 30.987,41 (per le prestazione di servizi) o a € 61.974,83 (per le altre attività). Gli stessi limiti posti ai ricavi di cui al punto sopra, riferiti all’anno precedente, valgono per il caso di subentro in un’impresa già esercitata da altro soggetto.
Tale regime esonera il contribuente dagli adempimenti contabili: non si devono registrare i fatti di gestione e non si deve tenere nessun libro o registro (tranne quelli dei dipendenti, se esistenti). Inoltre, si possono omettere le liquidazioni ed i versamenti periodici dell’IVA, nonché l’acconto annuale della stessa imposta ed il pagamento delle addizionali IRPEF.
Il reddito imponibile è calcolato, in applicazione dei criteri fiscali, partendo dal reddito d’esercizio: reddito d’esercizio + costi fiscalmente indeducibili – ricavi non imponibili – costi non dedotti (nei limiti fiscalmente ammessi). La tassazione, sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, avviene con un’imposta agevolata del 10% applicata sul reddito imponibile.