Religione romana tra VI e V secolo

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Descrizione

La triade primitiva Giove-Marte-Quirino viene sostituita da quella capitolina Giove-Giunone-Minerva, il cui culto fu collocato sul Campidoglio, considerato collina sacra di Roma. Così, Giove, in etrusco Tinia e in greco Zeus, diventa il signore degli dei: è Optimum, cioè garantisce l’Ops, l’abbondanza e Maximus, cioè signore del mondo divino e umano.

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La triade primitiva Giove-Marte-Quirino viene sostituita da quella capitolina Giove-Giunone-Minerva, il cui culto fu collocato sul Campidoglio, considerato collina sacra di Roma. Così, Giove, in etrusco Tinia e in greco Zeus, diventa il signore degli dei: è Optimum, cioè garantisce l’Ops, l’abbondanza e Maximus, cioè signore del mondo divino e umano.
Giunone, in etrusco Uni, sposa di Tinia, e in greco Hera, è Iuno regina, divinità delle donne. Minerva, infine, è la greca Athena che domina sulle arti ed è dea dell’intelligenza e dell’attività spirituale.
45 feste annuali sono ordinate nel calendario, che era formato da calende, il primo giorno del mese, none, il 5 o il 7, e idi, il 13 o il 15.
Le feste erano classificate in cicli, e si andava da quello guerriero a quello dei morti e delle lustrazioni, da quello agricolo a quello pastorale.
I sacerdozi controllano l’ordine delle feste e l’osservanza dei loro riti. Questo ordine, che la tradizione vuole sia stato creato da Numa Pompilio, è individuale o collegiale e gerarchico.
Una delle cariche gerarchiche più importanti è quella del pontifex maximus, che dirige il collegio dei pontefici e che diverrà poi il più alto responsabile della religione romana.
A fianco dei pontefici operano inoltre due collegi: le Vestali e gli auguri, che osservavano e interpretavano il cielo; e gli aruspici, introdotti dagli Etruschi, erano specializzati nell’interpretazione dei fulmini e nell’epatoscopia, ovvero l’esame delle viscere delle vittime sacrificali.
C’erano inoltre il collegio degli epuloni, incaricati dei banchetti sacri, e il collegio «degli uomini incaricati per i sacrifici».