Repubblica del Kosovo

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Descrizione

Il Kosovo è una provincia autonoma indipendentista della Serbia, amministrata dall'ONU. Il 17 febbraio 2008 il Kosovo ha proclamato la propria indipendenza dopo anni di dispute. Le varie questioni di sovranità sono aumentate alla fine del XX secolo con la disgregazione della Jugoslavia, di cui la Serbia faceva parte. La provincia del Kosovo prende il nome dalla località di Kosovo Polje, che si trova ad 8 km dalla capitale, Pristina.

Tipologia

Superiori

Testo completo

Il Kosovo è una provincia autonoma indipendentista della Serbia, amministrata dall'ONU. Il 17 febbraio 2008 il Kosovo ha proclamato la propria indipendenza dopo anni di dispute. Le varie questioni di sovranità sono aumentate alla fine del XX secolo con la disgregazione della Jugoslavia, di cui la Serbia faceva parte. La provincia del Kosovo prende il nome dalla località di Kosovo Polje, che si trova ad 8 km dalla capitale, Pristina.
Nel 1913, la Serbia ha acquisito la sovranità sul Kosovo in base alle disposizioni dei trattati di Londra e di Bucarest. Nel 1918 è stato istituito il Regno di Jugoslavia e il Kosovo è entrato a far parte delle banovine di Morava, Zeta e Vardar. Nel 1946 è stata istituita l'autonoma area kosovaro-metochiana, all'interno della Serbia. Nel 1963 la Costituzione jugoslava ha riconosciuto “Kosovo e Metochia” come provincia autonoma della Repubblica Socialista di Serbia e nel 1968 la provincia è stata ribattezzata semplicemente "Kosovo". Nel 1974 la costituzione federale jugoslava ha concesso al Kosovo e alla Vojvodina caratteristiche proprie delle repubbliche della federazione, pur restando parti costitutive della Serbia. Successivamente a questa decisione, le autorità della repubblica serba hanno cercato di reintegrare il Kosovo nella Serbia. Nel 1990 la Serbia, con la nuova costituzione repubblicana, ha rinominato la provincia "Kosovo e Metochia", come era prima del 1968, riportando il suo stato legale a quello della costituzione federale del 1946. In risposta a questa scelta, il 2 luglio 1990 l'assemblea provinciale del Kosovo ha emanato una "Dichiarazione di indipendenza", separandosi dalla Serbia. Ma la dichiarazione di indipendenza dell'assemblea è stata ritenuta incostituzionale dalla Corte costituzionale jugoslava nel 1991, perché un cambiamento dello status della provincia avrebbe richiesto modifiche alle costituzioni jugoslava e serba. La Serbia invece ha reagito alla dichiarazione di indipendenza sciogliendo l'assemblea e il governo del Kosovo il 5 luglio 1990. Lo stesso giorno la Repubblica della Kosovo ha dichiarato la secessione dalla Repubblica di Serbia, proclamando la Costituzione del Kosovo. Dal 1995, dopo la fine della guerra di Bosnia-Erzegovina, molti albanesi hanno scelto la lotta armata indipendentista. Nel 1999 è scoppiato un conflitto armato. Il Kosovo è stato attaccato dal governo centrale di Belgrado e molte forze internazionali sono intervenute per proteggerlo. Con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite numero 1244 del 1999, il Kosovo è stato provvisto di un governo e di un parlamento provvisori ed è stato posto sotto il protettorato internazionale UNMIK e NATO.
Negli anni successivi la situazione si è lentamente normalizzata, anche se ci sono stati episodi di violenza. Nel gennaio 2006, dopo la morte del presidente Ibrahim Rugova, sono stati avviati i negoziati tra la delegazione kosovara Serba e la delegazione kosovara Albanese per cercare di definire lo status futuro della provincia serba. Da un lato i serbi non volevano perdere la sovranità sulla provincia, dall'altro i kosovari ambivano alla piena indipendenza. Il 17 novembre 2007 si sono tenute le elezioni per rinnovare l'assemblea parlamentare del Kosovo ed i comuni. Il 10 dicembre 2007 è scaduto il periodo dei negoziati condotti dall'ONU, che sostanzialmente non hanno portato a nulla, dal momento che sia la Serbia che il Kosovo sono rimasti sulle rispettive posizioni. Le autorità del Kosovo hanno continuato a portare avanti la loro decisione di proclamare l'indipendenza in modo unilaterale. Il 16 febbraio 2008 l'Unione Europea ha approvato l'invio di una missione civile internazionale in Kosovo, chiamata "EULEX", che doveva sostituire la precedente missione UNMIK, per affiancare il Paese in questo periodo di transizione. Il 17 febbraio 2008 il Parlamento di Pristina, riunito in seduta straordinaria, ha approvato la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo, che è stata letta dal premier Hashim Thaçi. Il discorso pronunciato dal premier parla di una Repubblica democratica, secolare e multietnica, guidata da principi di non discriminazione e uguale protezione da parte della Legge. Pochi minuti dopo la proclamazione, il governo della Serbia ha dichiarare illegittima e illegale tale affermazione, sostenendo che non riconoscerà mai la repubblica secessionista come indipendente. Sempre il 17 febbraio il governo del Costa Rica, per primo, ha riconosciuto l'indipendenza del Kosovo. Il 18 febbraio è la volta di Stati Uniti ed Albania, che hanno riconosciuto l'indipendenza. L'Unione Europea, riunita in assemblea a Strasburgo, non è riuscita a disegnare una linea guida unitaria e ha lasciato i vari stati liberi di riconoscere la provincia secessionista. Già da tempo alcuni paesi avevano espresso il loro parere: Francia, Gran Bretagna, Germania ed Italia erano favorevoli; Spagna, Grecia, Cipro e Romania contrati, perché vedevano in un riconoscimento ufficiale un grave pericolo di instabilità interna, per tutte le autonomie che vogliono più spazi e riconoscimenti. Il 21 febbraio 2008, il Governo italiano ha riconosciuto ufficialmente l'indipendenza del Kosovo, dichiarandosi disponibile a stabilire relazioni diplomatiche. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu non si è pronunciato a riguardo, ma ha ribadito che resta valida la propria Risoluzione n. 1244. Russia e Cina, che hanno potere di veto al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, sono fortemente contrarie. Ufficialmente, quindi, secondo il diritto internazionale e l'ONU, in Kosovo vige ancora la Risoluzione numero 1244, secondo la quale il territorio kosovaro è sotto la sovranità serba. Inoltre c'è il rischio di una nuova separazione territoriale da parte della comunità serba che risiede nella parte nord del Kosovo confinante con la Serbia. Infatti la comunità serba, maggioranza in questa zona, minaccia di separarsi dal Kosovo per ricongiungersi con la Serbia. Questo provocherebbe la divisione della città di Kosovska Mitrovica, attraversata dal fiume e abitata dai serbi sul lato nord e dagli albanesi sul lato sud.
La Costituzione della Repubblica del Kosovo è stata ratificata il 9 aprile 2008  ed è entrata in vigore il 15 giugno 2008. Precedentemente il Kosovo era governato da un Quadro Costituzionale provvisorio, basato sulla Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ratificato nel 2001, secondo il quale venivano designate Istituzioni provvisorie di autogoverno. L'autorità finale era affidata ad un Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Il governo della Serbia considera il Kosovo parte del proprio territorio sovrano e rifiuta le rivendicazioni di indipendenza, non accettando la nuova costituzione. Molte disposizioni della nuova costituzione derivano dal piano Ahtisaari e garantiscono diritti specifici ai gruppi di minoranza, prevedendo un ambiente più sicuro per tutti i cittadini del Kosovo. La Missione delle Nazioni Unite per l'Amministrazione Provvisoria in Kosovo continua la sua permanenza nel paese, perché il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non ha deciso che la missione sia terminata. Dato che la nuova costituzione non sarà applicata nelle aree serbe del Kosovo, la sua entrata in vigore nelle parti dominate dagli Albanesi equivale ad una suddivisione del Kosovo.
La Costituzione, che si compone di 14 capitoli e 162 articoli, stabilisce che "La Repubblica del Kosovo non avrà rivendicazioni territoriali contro, e non cercherà un'unione con, qualsiasi Stato o parte di qualsiasi Stato; prevede uno stato laico "neutrale nelle questioni delle credenze religiose".