Roma ereditiera di Pergamo e conquiste in Asia e in Gallia

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Descrizione

Il regno di Pergamo si trovava nell’attuale Turchia, sulla costa orientale. I sovrani lo avevano da sempre reso prospero e mantenuto il più potente dell’Asia, con porti attivi e città fastose, quasi tutte con santuari meta di pellegrinaggi assai famosi. Nonostante fossero spesso in conflitto con i loro vicini, i sovrani di Pergamo avevano invece mantenuto un atteggiamento favorevole nei confronti di Roma, e Attalo iii, uomo bizzarro, lunatico e affetto da manie di persecuzione, strinse ancora di più le relazioni tanto che Scipione l’Emiliano, quando visitò Pergamo, fu accolto come un trionfatore in un paese conquistato.

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Il regno di Pergamo si trovava nell’attuale Turchia, sulla costa orientale. I sovrani lo avevano da sempre reso prospero e mantenuto il più potente dell’Asia, con porti attivi e città fastose, quasi tutte con santuari meta di pellegrinaggi assai famosi.
Nonostante fossero spesso in conflitto con i loro vicini, i sovrani di Pergamo avevano invece mantenuto un atteggiamento favorevole nei confronti di Roma, e Attalo iii, uomo bizzarro, lunatico e affetto da manie di persecuzione, strinse ancora di più le relazioni tanto che Scipione l’Emiliano, quando visitò Pergamo, fu accolto come un trionfatore in un paese conquistato.
Attalo iii morì nella primavera del 133 a.C. e lasciò nel suo testamento, in eredità a Roma, tutti i suoi beni mobili e immobili, compreso dunque anche il tesoro della città. Sempre con il testamento rendeva Pergamo una città libera, tanto che una parte degli schiavi fu liberata. Ora Roma doveva assicurarsi il possesso dell’eredità.
Siccome il fratellastro di Attalo iii aveva impugnato il testamento per inficiarlo e presentarsi come erede legittimo, avendo poi anche occupato alcune delle città pergamene e promesso la libertà ai servi rurali e agli schiavi, Roma decise di inviare truppe che avrebbero in seguito organizzato la provincia d’Asia con capitale a Efeso. Di tutte le province dell’impero, questa fu la più ricercata dal proconsolato.
La Gallia meridionale fu trasformata in provincia romana. La Spagna romana si trovò dunque ad essere collegata per terra all’Italia, e la costruzione della Via Domitia concretizzò questo legame.
Per vendicare i negotiatores italici, messi a morte dal re Giugurta, re della Numidia, Roma intraprese una guerra condotta prima da Cecilio Metello assistito da Gaio Mario, poi da Gaio Mario assistito da Silla, che ebbe la meglio nel 105 a.C. quando, grazie al tradimento del re Bocco di Mauretania che, pur essendo suocero di Giugurta lo consegnò ai Romani, Roma vinse la guerra.
Tuttavia la Numidia non fu annessa, ma vi si stabilirono numerosi uomini d’affari.
La Mauretania, invece, divenne regno protetto; all’altra estremità dell’Africa, invece, si stabilì una guarnigione. Tutto ciò permetteva a Roma il controllo del commercio africano.
Al fine di reprimere la pirateria nel Mediterraneo orientale, un corpo di spedizione romano sbarca in Cilicia, zona caratterizzata da coste frastagliate, che facevano da base per molti pirati. Tutte queste furono annientate e si formò la provincia della Cilicia. In seguito Roma ottenne in eredità anche il regno di Cirene dal suo re.
L’avversario più temibile di Roma in Asia minore era Mitridate vi Eupatore, re del Ponto. Egli, dopo essersi impadronito della provincia d’Asia, massacrò gli italici che vi risiedevano; poi si atteggiò a liberatore della provincia.
Ci fu allora bisogno, tra l’88 e il 62 a.C. di tre guerre che richiesero da parte di Roma grandi sforzi e l’invio dei migliori uomini, a partire da Silla, Lucullo, ma anche Pompeo maior.
Nel 63 Mitridate si suicidò, e Pompeo ricevette l’incarico di riorganizzare le province della regione anatomica. Venne conquistata anche la Siria, ridotta a provincia romana.
Negli anni successivi saranno conquistate anche le Gallie con Cesare, fu annessa l’isola di Cipro e la Numidia, e solo in seguito alla battaglia di Azio, nel 31 a.C., sarà annesso anche l’Egitto.