Rottura del secondo triumvirato

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Descrizione

I primi segni della rottura risalgono al 35 a.C. quando Ottavio rifiutò energicamente di inviare truppe ausiliarie ad Antonio che stava preparando la sua rivincita contro i Parti. Il 1° gennaio del 33 Ottavio annunciò la rottura definitiva che portò alla guerra di Azio. Nel 32 a.C. Ottavio era senza potere legale, perché aveva sciolto il triumvirato. I suoi avversari stavano preparando la sua messa in stato di accusa, ed egli reagì allora con un atto di forza: rientrò a Roma, convocò il Senato e vi comparve circondato dai suoi uomini per far proclamare Antonio nemico dello Stato.

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Testo completo

I primi segni della rottura risalgono al 35 a.C. quando Ottavio rifiutò energicamente di inviare truppe ausiliarie ad Antonio che stava preparando la sua rivincita contro i Parti.
Il 1° gennaio del 33 Ottavio annunciò la rottura definitiva che portò alla guerra di Azio.
Nel 32 a.C. Ottavio era senza potere legale, perché aveva sciolto il triumvirato. I suoi avversari stavano preparando la sua messa in stato di accusa, ed egli reagì allora con un atto di forza: rientrò a Roma, convocò il Senato e vi comparve circondato dai suoi uomini per far proclamare Antonio nemico dello Stato.
I consoli, intanto, sostenitori di Antonio, fuggirono ad Efeso con 300 senatori.
Con un senato-consulto si dichiarò guerra ad Antonio, che venne sciolto da tutti i suoi poteri, e a Cleopatra: ci si preparava al conflitto.
- In Oriente vennero messi insieme un potente esercito e una flotta, e si iniziò una propaganda contro Ottavio;
- In Occidente, invece, Ottavio fece di più: si fece prestare prima in Italia e poi in tutto l’Occidente un giuramento di fedeltà che nello stesso tempo gli attribuiva il comando della guerra. Una propaganda, inoltre, fu scatenata contro Antonio.
Lo scontro tra i due eserciti ebbe luogo nel Mar Adriatico il 2 settembre del 31 a.C. all’ingresso del golfo di Ambracia, ad Actium. Cleopatra decise presto di ritirarsi ad Alessandria, così Antonio avrebbe dato l’ordine al suo esercito di ritirarsi e di fuggire in Macedonia e poi in Asia. La battaglia fu vinta da Ottavio, divenuto ormai padrone di tutto il territorio romano, e unica figura potente.
Gli storici non sono mai stati chiari su quanto avvenne: accanito combattimento? O non si arrivò neppure ad un vero scontro? Sta di fatto che i poeti antichi l’hanno sempre celebrata come una grande vittoria militare terra marique. Apollo fu considerato l’artefice della vittoria.