Scuole giuridiche del Medioevo

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Descrizione

Per ciò che riguarda la dottrina nel 1250 i risultati dell’interpretazione del Corpus iuris portano alla glossa magna di Accursio che diventa subito un vademecum per tutti gli studiosi del diritto, è un’opera di dottrina che deve la sua efficacia alla sua grande accettazione (principio di autorità). Dopo la morta di Accursio si manifestano due grandi movimenti che si allontanano dalla Glossa magna: i post-accursiano e la scuola d’orleans. I primi prendono per valida la divisione del diritto operata da Accursio ma si distaccano poiché non ritengono sufficiente il diritto romano, poiché non aveva al suo interno la regolamentazione di molti nuovi istituti (per esempio le rappresaglie)

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Per ciò che riguarda la dottrina nel 1250 i risultati dell’interpretazione del Corpus iuris portano alla glossa magna di Accursio che diventa subito un vademecum per tutti gli studiosi del diritto, è un’opera di dottrina che deve la sua efficacia alla sua grande accettazione (principio di autorità).
Dopo la morta di Accursio si manifestano due grandi movimenti che si allontanano dalla Glossa magna: i post-accursiano e la scuola d’orleans.
I primi prendono per valida la divisione del diritto operata da Accursio ma si distaccano poiché non ritengono sufficiente il diritto romano, poiché non aveva al suo interno la regolamentazione di molti nuovi  istituti (per esempio le rappresaglie)

Fino all’XI secolo gli atti notarili non avevano efficacia probatoria mentre dal XII secolo se il notaio riceve l’incarico dall’imperatore che verifica la sua preparazione è proprio il notaio a conferire efficacia probatoria all’atto  e l’atto fa di per sé piena prova ma poiché non era necessario che fosse direttamente l’imperatore a verificare la preparazione tecnica sono i consigli cittadini a verificarla. Le monarchie creano la terza categoria che corrisponde al notaio regio per sottrarsi al potere dell’impero e controllare comunque i comuni.
Ars Notaria (1255 Rolandino Passeggeri) scrive questo trattato di grande successo, usata in tutta europa contenenti modelli degli atti tipici a cui riferirsi nell’esercizio, fu utilizzato a lungo fino alla fine del 1700 sul modello dei glossatori l’ars notaria gira accompagnata da una glossa, tutto questo per evitare che girino formulari erratici e contra ius e alieni che minano la stabilità dei contratti, inoltre essendo atti della prassi devono rispondere alle esigenze pratiche, c’è uno scontro tra esercitium e scientia iuris
Statuti: se ne occupa Alberto da Gandino, grande pratico anche di diritto penale (suo è il De maleficiis).

Scienza giuridica al tempo dei glossatori, al tempo della rinascita del diritto (rinascita XII secolo: indica il momento di transizione dal punto di vista della dottrina, tra l’alto medioevo consuetudinario e il basso medioevo con lo studio del diritto romano, razionalizzazione di tutti i rami del diritto pubblico e privato)
Metodo di interpretazione nato dalla consuetudine che diventa un istituto tipico del processo utilizzato nel 1400 come fonte di diritto “consilium sapientis” da tenere distinto dal parere del professionista (se per esempio lo stesso giudice è perplesso sul caso e sulla sua risoluzione può chiedere un parere ad un giurista di sua scelta) questo istituto si consolida durante il regime del podestà che doveva applicare correttamente (giudizio di sindacato) le consuetudini della città pur essendo stranieri e non essendo tecnici del diritto.
La prima presenza di consilium la riscontriamo nel 999 in una sentenza di Ottone III (istituto già esistente nella pratica ma recepito e regolato dai comuni)
Consilium: natura processuale, origine consuetudinaria, costituisce un cardine del diritto medievale per l’adeguamento dell’organizzazione  e del diritto vivente, mette in contatto la teoria con la prassi; la scientia iuris affronta, attraverso i consilia, i problemi del diritto vivente→dal XIV secolo diventano fonti di diritto
I consilia vengono usati sia nel processo civile che in quello canonico nonostante l’iniziale divieto di utilizzo di Innocenzo III
Chi redige il consilium ha gli stessi obblighi di imparzialità e terzietà del giudice.
In questi casi in cui è il giudice stesso a ricorrere all’utilizzo dei consilia l’istituto viene detto consilium sapientis iudiciale mentre se è una delle parti a richiedere il consiulium da portare al processo come prova viene dello consilium sapientis pro veritate  ma anche in questo caso il giurista deve essere terzo e imparziale rispetto al processo.
Quindi sia il consiulium iudiciale che quello pro veritate sono pareri di carattere oggettivo.
I fondamenti delle decisione e delle argomentazioni dei consilia sono
-ex lege
ex rationibus
-ex autori tate

Le ultime grandi scuole giuridiche del medioevo furono quelle dei commentatori, della scuola d'orleans e della scuola di Tolosa.
La scuola dei cOMMENTATORI: nasce  all’inizio del 1300 dopo la scuola di Accursio, i suoi seguaci si erano dati il compito di dare completezza la lavoro del maestro (post-accursiani); vi sono però alcuni che si pongono in modo opposto. Costituiscono il passaggio tra una fase essenzialmente esegetica ad una fase scientifica che però ha un occhio particolare per la prassi ed ha un uso sofisticato dei principi giuridici per rendere certa la realtà e far rientrare la prassi nelle categorie da loro pensate. Le dottrine quindi si pongono come sforzo di costruzione concettuale libera e autonoma

LA SCUOLA D’ORLEANS istituita nel 1219 come scuola di diritto romano per i chierici dopo la sua eliminazione dalla scuola di Parigi, sono alla ricerca della ratio della norma allo scopo di risolvere i casi non previsti dalla norma stessa.
I tre principali esponenti furono Cumis, de Revigny e de Belleperche criticano fortemente la glossa accursiana.
Le soluzioni ai casi devono dare una minore attenzione al diritto romano e più attenzione ai suoi principi fondamentali.

Cino da Pistoia ha avuto numerosi problemi politici e studia le opere di Belleperche e introduce in Italia i metodi interpretativi della scuola d’Orleans, critica la Glossa magna e rifiuta il principio di autorità (ai sui discepoli dice –Tu cogita!-). Da  un nuovo metodo di esposizione e insegnamento del diritto (lectio,expositio, casus, notabilia, oppositione, quaestiones). Le quaestiones assumono delle dimensione enormi e servono a rendere applicabili le norme anche ai problemi che non hanno l’appiglio normativi.
Bartolo da Sassoferrato, il più grande giurista di tutti i tempi, allievo di Cino da Pistoia, nominato consigliere dall’imperatore Carlo IV. Conosciuto per la sua enciclopedia giuridica è un forte sostenitore dell’autorità imperiale. Le sue opere sono commentari del Corpus Iuris, mantiene lo schema del maestro dando grande importanza alle quaestiones.
Tra le questioni principali da lui affrontate sono la “lex  omnes populi” per la giustificazione degli statuti (populus è qualunque aggregato sociale che si da delle regole) la lex dice che tutte le comunità sono rette da un diritto particolare o generale. Bartolo integra la lettura dicendo “omnes populi iurisdicionem habentes” quindi si passa dalla teoria della permissio a quella della iuridictio ovvero tutti i popoli che hanno iurisdicionem hanno un diritto proprio, un diritto positivo della comunità (statuti e consuetudini). Tutto ciò trova fondamento ex lege degli statuti e delle fonti nuove (ordonnances, fonti di legislazione delle signorie…).
Il problema è legittimare il ius proprium, nuova fonte di giustificazione di potere normativo di comunità territoriali e personali, fondamento di legittimità svincolato dalla permissio dell’impero.
Secondo bartolo il potere legislativo deriva dal loro potere giurisdizionale e perciò l’ampiezza del primo dipende dall’ampiezza del secondo. Fonda quasi un nuovo diritto costituzionale.
Un’altra delle quaestiones affrontate da Bartolo è il conflitto delle leggi nello spazio (vi è la distinzione tra leggi di carattere reale e leggi di carattere personale).
Altro tema è quello della tirannia, Bartolo critica pesantemente i Visconti, tiranni di Milano perché avevano ottenuto il potere senza il consenso del popolo (anche se in verità gli scritti dell’epoca li dipingono come signori molto liberali e amanti dell’autonomia individuale concessa a tutti i loro cittadini). Fa quindi a distinzione tra ordinamento legittimo o meno e poi tra legislazione monocratica e assolutistica. Batolo fa dipendere ogni cosa dai modi di acquisto del potere e quindi ritiene legittimo ribellarsi agli ordinamenti illegittimi che reprimono i diritti individuali dei cittadini.
L’opera di Bartolo ha grande valore in tutto il mondo ma in particolare in Portogallo dove era ritenuto fondamentale per la risoluzione dei casi non esplicitamente previsti dalle norme.