Settimio Severo garante di integrita dello Impero

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Descrizione

Seconda Guerra Partica: Severo non era nemmeno arrivato a Roma, che subito dovette ripartire per la Siria, poiché i Parti avevano invaso la Mesopotamia. Appena le truppe giunsero in Siria, i Parti ritirarono l’assedio. Al ritorno dalla spedizione partica, Severo si bloccò davanti ad una città carovaniera nella zona della Mesopotamia, tra il Tigri e l’Eufrate, che non riuscì mai a prendere, neppure con un secondo tentativo.

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Seconda Guerra Partica: Severo non era nemmeno arrivato a Roma, che subito dovette ripartire per la Siria, poiché i Parti avevano invaso la Mesopotamia. Appena le truppe giunsero in Siria, i Parti ritirarono l’assedio.
Al ritorno dalla spedizione partica, Severo si bloccò davanti ad una città carovaniera nella zona della Mesopotamia, tra il Tigri e l’Eufrate, che non riuscì mai a prendere, neppure con un secondo tentativo.
Riprendendo il suo piano di riorganizzazione della frontiera orientale Severo creò una nuova provincia, governata, come l’Egitto, da un prefetto di rango equestre: risistemò, allora, la provincia di Syria e quella d’Arabia. Poi si fermò in Palestina e in Egitto.
Nel 198, a cento anni dalla morte di Traiano, Severo venne nominato, esattamente come Traiano, Parthicus Maximus. Nello stesso giorno, suo figlio Caracalla ricevette il titolo di Augusto e il cadetto Geta, invece, quello di Cesare.
In Egitto (199-200): il suo viaggio imitò per molti aspetti quello di Adriano. Severo si comportò da turista, da religioso e ispezionò l’amministrazione. In quest’ultimo campo diede all’Egitto un Senato municipale, che sistemò ad Alessandria, così come alle altre principali città della provincia. Permise per la prima volta agli egiziani di entrare in Senato a Roma.
Ritornò poi in Siria, e assunse il consolato ordinario in coppia con il figlio Caracalla ad Antiochia. Era la prima volta che due imperatori erano consoli ordinari contemporaneamente e fuori Roma. Passando per l’Asia minore ritornò a Roma, che aveva lasciato 5 anni prima, e qui festeggiò i Decennalia, cioè i dieci anni dalla salita al trono.
Viaggio in Africa: alcuni storici contestano il fatto che Severo si sia recato in Africa. Altri, invece, prendono la notizia come vera basandosi su monete, iscrizioni e testimonianze archeologiche, e lo collocano nel 202. Viaggio o non viaggio, comunque sotto Settimio Severo l’organizzazione militare della provincia d’Africa venne portata alla perfezione.
Soggiorno a Roma: Fu il più lungo periodo che Settimio Severo trascorse nella capitale, e va dal 203 all’inizio del 208. Severo in questo periodo regolò i Giochi Secolari; ad essi la popolazione giunse da tutto l’impero per celebrare la fine di un secolo e festeggiare l’inizio di un altro. Furono Caracalla e Geta ad inaugurare il iii secolo d.C.
Settimio Severo fece restaurare il Tempio della Pace e iniziò alcune costruzioni, allargando la pianta di marmo della città; redasse un’autobiografia e risolse con l’assassinio le ambizioni del prefetto del pretorio, suocero di Caracalla.
Guerra in Britannia: i Maeatae, rafforzati dai Caledonii, si sollevarono, e il governatore fece appello all’imperatore. Severo prese allora la testa di una expeditio felicissima Britannica: l’esercito e la flotta che raccolse erano molto potenti, e impressionarono i ribelli, che chiesero infatti la pace. Ma Severo si rifiutò di accordargliela, anche perché era deciso a portare avanti la conquista di tutta l’isola.
Fu conclusa una tregua; Severo e suo figlio maggiore, Caracalla, assunsero il titolo di Britannicus, Geta fu promosso Augusto. C’erano così due imperatori.
Quando ripresero le agitazioni tra i popoli barbari rivoltosi, Severo fu costretto ad affidare al figlio Caracalla la battaglia, perché lui, malato, morì il 4 febbraio del 211 nel suo quartier generale, a York.
Secondo la tradizione egli lasciò detto ai suoi figli: «Vivete in armonia, arricchite i soldati e non curatevi del resto». Prima di morire, invece, si dice che abbia detto: «Tu conterrai un uomo che l’universo non ha contenuto».