Spazi industriali nelle citta

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Descrizione

Gli spazi industriali di recente dismissione risalgono in gran parte al periodo compreso fra la fine dell’800 e la prima metà del 900, epoca in cui l’industria ha scelto la città, attratta soprattutto dalle economie di agglomerazione e dalla conseguente formazione di un mercato vasto e differenziato della forza lavoro e dei servizi. Si tratta di un industria leggera: meccanica, elletro-meccanica, chimica.

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Gli spazi industriali di recente dismissione risalgono in gran parte al periodo compreso fra la fine dell’800 e la prima metà del 900, epoca in cui l’industria ha scelto la città, attratta soprattutto dalle economie di agglomerazione e dalla conseguente formazione di un mercato vasto e differenziato della forza lavoro e dei servizi.
Si tratta di un industria leggera: meccanica, elletro-meccanica, chimica.
Seguendo il modello generale dell’uso del suolo urbano, gli stabilimenti industriali si collocarono in posizioni periferiche e di margine, ma i processi circolari cumulativi dell’agglomerazione industriale facevano crescere le città, che dilatandosi inglobava via via le fabbriche.
I processi deglomerativi che tra gli anni ’70 e ’80 resero obsoleti questi grandi impianti crearono all’interno delle città grandi vuoti, che oggi si presentano come aree strategiche per il ridisegno della città e soprattutto per l’eliminazione dei margini e delle barriere che la segmentavano.
Le nuove industri appartengono invece ai settori tecnologicamente più avanzati come l’elettronica, l’aeronautica, la chimica fine, le biotecnologie.
La loro localizzazione urbana è dovuta agli stretti rapporti con il settore della ricerca, all’esigenza di accedere a un mercato del lavoro molto qualificato e al ruolo decisivo delle comunicazioni veloci.