Spinta dei provinciali o orientalizzazione dello impero

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Descrizione

È evidente che le province, e in particolare quelle della parte orientale dell’impero, fornivano ora il personale politico e militare desideroso di assumere i più alti incarichi al governo. Due aspetti meritano attenzione, il movimento religioso e il movimento intellettuale, perché essi annunciano un nuovo universo mentale, un altro modo di vedere le cose. Il movimento religioso: si è spesso attribuita ai Severi una orientalizzazione della religione romana. Forse è un’affermazione esagerata, però sicuramente sotto la corte dei Severi un’estensione delle religioni orientali era percepibile.

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È evidente che le province, e in particolare quelle della parte orientale dell’impero, fornivano ora il personale politico e militare desideroso di assumere i più alti incarichi al governo.
Due aspetti meritano attenzione, il movimento religioso e il movimento intellettuale, perché essi annunciano un nuovo universo mentale, un altro modo di vedere le cose.
Il movimento religioso: si è spesso attribuita ai Severi una orientalizzazione della religione romana. Forse è un’affermazione esagerata, però sicuramente sotto la corte dei Severi un’estensione delle religioni orientali era percepibile. Nei paesi in cui si erano introdotte presero piede, e si diffusero là dove non erano ancora penetrate. Ma al di fuori del caso di Elagabalo non si colgono sempre i rapporti tra questi culti e l’azione imperiale.
Si nota un ritorno del culto di Cibele. Il culto di Iside e Serapide vennero accolti molto bene dagli imperatori, in particolare da Carcalla, che si riteneva un vicario della dea Serapide. Fece costruire infatti un tempio per questa dea sul Quirinale ed era definito «beneamato da Serapide». Si diffuse e si rafforzò sempre più il culto per Giove Dolichèno, divinità legata soprattutto al mondo militare che, però, dopo i Severi crollò improvvisamente.
Questa oscura orientalizzazione portò a due tendenze, una delle quali potrebbe ricondursi alle due politiche religiose di Elagabalo e di Severo Alessandro: Elagabalo aveva affermato la superiorità del dio Sole sulle altre divinità (enoteismo); Alessandro, invece, metteva tutte le divinità sullo stesso piano, senza privilegiarne o escluderne altre (sincretismo).
Ma un’altra tendenza dell’orientalizzazione era l’espansione del cristianesimo. Dai tempi di Marco Aurelio la condizione giuridica dei cristiani non si era modificata, ma Settimio Severo vietò il proselitismo giudaico e cristiano, dando luogo, così, al primo atto giuridico direttamente portato contro i cristiani.
Nonostante ciò, i Severi mostrarono poi una neutralità talvolta benevola verso il cristianesimo. E le testimonianze mostrano un aumento crescente di credenti in tutte le regioni dell’impero, anche se l’Oriente rimase la prima terra cristiana per importanza, e in tutte le classi della società.
I cristiani cominciarono dunque a partecipare alla vita economica, ma anche a quella politica, tuttavia volevano viverla da cristiani.
Il movimento intellettuale: Tale movimento è stato portato dal fermento intellettuale dell’Oriente e della corte delle principesse siriache. Nessun campo sfuggì agli autori di lingua greca:
- nella storiografia c'erano Cassio Dione e Erodiano, che dominarono la loro epoca, e hanno avuto importanti responsabilità;
- nel campo del diritto la scuola di Beirut dominò completamente;
- in filosofia l’apporto del mondo orientale era ancora fondamentale: le filosofie moderne davano meno certezze di quelle antiche, che vennero riprese e riviste dai nuovi filosofi.
L’ultimo apporto del movimento intellettuale dell’Oriente fu l’apparizione di una letteratura cristiana in lingua greca, che esisteva già dal i secolo d.C., ma fiorì sotto gli Antonini e i Severi.
Accanto a giganti di questa letteratura antica, come Ireneo, Ippolito o Clemente di Alessandria, c'era anche un grande autore di lingua latina, ovvero Tertulliano. Africano, esaltato e intransigente, polemista con il mondo intero, era anche uno scrittore e teologo notevole. Il cristianesimo, insomma, si era dato una dimensione intellettuale.