Stoicismo, epicureismo e rivoluzione morale

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Descrizione

Lo stoicismo fu animato da Panezio di Rodi, che contro il degrado dei costumi predicò la pratica della virtù o piuttosto delle quattro virtù cardinali: la conoscenza, la giustizia, il controllo di sé e il coraggio. È il tipo di filosofia che meglio si adatta allo spirito del civis romano. L’epicureismo, invece, conoscerà il suo vero successo nel ii e nel i secolo a.C. con Lucrezio.

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Lo stoicismo fu animato da Panezio di Rodi, che contro il degrado dei costumi predicò la pratica della virtù o piuttosto delle quattro virtù cardinali: la conoscenza, la giustizia, il controllo di sé e il coraggio. È il tipo di filosofia che meglio si adatta allo spirito del civis romano.
L’epicureismo, invece, conoscerà il suo vero successo nel ii e nel i secolo a.C. con Lucrezio.
Una evoluzione importante dei costumi si ebbe a partire dal ii secolo, per questo autori come Polibio, Sallustio, Seneca, Diodoro Siculo, per non parlare di Catone, fecero a gara a denunciare il crescere del desiderio del piacere che corrompeva l’animo del civis e contemporaneamente la salute dello Stato romano.
Già Catone, durante la sua censura, aveva emesso il divieto del lusso delle donne, e una legge in seguito molto derisa aveva impedito di ingrassare le pernici.
Ma sarà senz’altro Sallustio che identificherà, nel De coniuratione Catilinae, le ragioni morali del declino della Repubblica. Sallustio ha saputo descrivere la fine della Repubblica romana essendo uno dei suoi osservatori.