Tacito, Probo e Caro

Appunto audio Durata: 2 min 26 sec
Descrizione

Il breve regno di Tacito, tra il 275 e il 276 d.C., fu caratterizzato, agli occhi dei contemporanei, da un’effimera restaurazione senatoria. Questo sovrano dovette certamente affrontare molti problemi difficili, come l’usurpazione di Floriano. Ma più gravi ancora furono le invasioni dei Goti in Asia e dei Franchi in Gallia.

Tipologia

Università

Testo completo

Il breve regno di Tacito, tra il 275 e il 276 d.C., fu caratterizzato, agli occhi dei contemporanei, da un’effimera restaurazione senatoria. Questo sovrano dovette certamente affrontare molti problemi difficili, come l’usurpazione di Floriano. Ma più gravi ancora furono le invasioni dei Goti in Asia e dei Franchi in Gallia.
Fu dunque una pesante eredità quella che toccò a Probo, il quale tuttavia riuscì a ricacciare i Franchi e gli Alamanni dalla Gallia, Goti e Geti dalle province danubiane. Si recò in Asia e poi in Egitto.
Durante il suo regno tra il 276 e il 282 d.C. accadde un episodio alquanto strano per l’impero e la sua marina: alcuni Franchi si impadronirono delle navi della marina imperiale, percorsero tutto il Mediterraneo abbandonandosi al saccheggio, varcarono lo stretto di Gibilterra e tornarono poi nelle loro terre percorrendo l’Atlantico. A questi mali bisogna aggiungere anche alcune usurpazioni.
L’energico Probo ebbe come successore Caro, altro valoroso generale che associò al potere i due figli e regnò tra il 282 e il 283 d.C. Egli combatté contro i Persiani. Carino, uno dei due figli, fu ucciso dopo essere stato sconfitto da Diocleziano. Si aprì a questo punto una nuova era della storia di Roma.
I disordini e le distruzioni del III secolo ebbero come conseguenza l’instaurazione di un altro ordine e permisero di costruire e ricostruire un mondo differente.
Diocleziano e poi Costantino  riorganizzarono lo Stato, l’economia e la società. Un nuovo equilibrio si raggiunse a metà del IV secolo, sotto Costanzo II.