Traiano

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Descrizione

Vir militaris di grande prestigio; fu in grado di domare i pretoriani ed ebbe sufficienti relazioni per essere appoggiato dai diversi eserciti. Era un tradizionalista che non avrebbe dato problemi al Senato, e inoltre era popolare. Fu il pronipote, Adriano, ad annunciargli, a Colonia, la morte di Nerva nel 98 d.C.. Traiano regno dal 98 al 117 d.C. Per la prima volta un uomo delle province era imperatore. La sua carriera si era svolta interamente sotto i Flavii, e fu contrassegnata da una notevole predilezione per i posti militari, cosicché egli rimase per dieci anni tribuno di legione al posto dell’anno abituale.

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Testo completo

Vir militaris di grande prestigio; fu in grado di domare i pretoriani ed ebbe sufficienti relazioni per essere appoggiato dai diversi eserciti.
Era un tradizionalista che non avrebbe dato problemi al Senato, e inoltre era popolare. Fu il pronipote, Adriano, ad annunciargli, a Colonia, la morte di Nerva nel 98 d.C.. Traiano regno dal 98 al 117 d.C.
Per la prima volta un uomo delle province era imperatore. La sua carriera si era svolta interamente sotto i Flavii, e fu contrassegnata da una notevole predilezione per i posti militari, cosicché egli rimase per dieci anni tribuno di legione al posto dell’anno abituale.
Traiano si era dimostrato leale in ogni occasione con gli imperatori regnanti e si era guadagnato grande fama come comandante di esercito.
La sua vita, insomma, fu segnata dai campi militari, ma oltre ad essere soldato fu bravo anche come amministratore.
Condusse sempre una vita abbastanza semplice, lontana da ogni magnificenza: la sua entrata nell’Urbe avvenne molto semplicemente a piedi, senza protezione e in mezzo alla folla festante. Aveva modi cordiali, decideva con chiarezza e rapidamente; era ubbidiente nei confronti dei senatori e dei magistrati, cortese verso i suoi sudditi.
A più di 60 anni percorse l’Eufrate a nuoto. Accettò di essere chiamato Optimum, titolo che condivideva con Giove. Pur essendo di costumi semplici, dunque, Traiano aveva un’idea altissima della sua funzione.
Le guerre durante il regno di Traiano:
- Guerre daciche: le cause sono abbastanza oscure, ma già a partire dal regno di Domiziano sappiamo che il pericolo dacico esisteva: la paura dei barbari, l’insicurezza che si respirava, e anche la gloria militare sarebbero stati i motivi principali a spingere ad una spedizione.
- Guerra d’Arabia: il regno dei Nabatei, un popolo commerciante dell’Arabia antica, minacciava le relazioni tra l’Egitto e la Giudea; faceva anche pagare una forte tassa ai mercanti romani che volevano recarsi nella zona del Mar Rosso. Il motivo della spedizione fu strategico, sopprimere il corridoio di Gaza, ma anche politico ed economico.
- Guerre partiche: per gli antichi si trattava di ambizioni personali di Traiano, che voleva cercare di eguagliare le imprese di Marco Antonio e di Cesare; ma ci sono anche considerazioni strategiche da fare: l’intenzione di aggiustare le frontiere per meglio proteggere la Siria. Oltre a ciò, ragioni economiche dovute al controllo delle vie commerciali.
È a partire da Traiano che numerosi storici parlano di un impero liberale, tuttavia l’imperatore riuniva su di sé più poteri, e incontrava meno opposizione di un imperatore del i secolo. Giocavano un ruolo importante molti campi, in cui il potere era esercitato:
- ideologia: portata avanti in opere come il Panegirico di Plinio il Giovane, che sostiene che «per la prima volta il Principe non è al di sopra delle leggi, ma che le leggi sono al di sopra del Principe», e come i Discorsi sulla regalità di Dione Di Prusa. Questi testi fissano i grandi tratti del principe ideale, che per Plinio governa in accordo con il partito senatorio ed è stato scelto dalla provvidenza divina, dunque agisce in armonia con la divinità suprema. Egli governa su uomini liberi, non su schiavi. E l’amministrazione degli affari dello Stato deve essere portata avanti da amici e da nobili. Con Traiano, insomma, l’imperatore è l’agente di Giove sulla terra, investito del suo potere e incaricato di governare su tutti gli uomini in suo nome.
- Senato: il Principe riconosce il valore del Senato ed i provinciali aumentano di numero; l’imperatore non rinuncia a nessuno dei suoi poteri importanti.
- Apparato amministrativo: grande importanza degli amici dell’imperatore, tra cui troviamo gli Spagnoli, gli intellettuali e i tecnici, e del Consiglio che avevano in comune la competenza amministrativa e la fedeltà nei confronti del sovrano. L’apparato amministrativo venne inoltre perfezionato a vantaggio dei cavalieri, tanto che i grandi uffici centrali erano diretti dai cavalieri.
- Le finanze: la situazione tesa che aveva dominato il periodo di Domiziano proseguì malgrado l’apporto del bottino delle guerre daciche e delle miniere d’oro di questo paese. All’inizio del suo regno, Traiano praticò una politica popolare di assoluzione degli arretrati e di rifiuto dell’aurum coronarium, che le province offrivano sempre ad un nuovo imperatore, ma le costruzioni, l’aumento del numero dei funzionari, le spedizioni militari e i soldati costavano parecchio.
Nel complesso poche furono le novità rispetto al regno di Domiziano, tranne l’istituzione della dogana e la riscossione del ventesimo dell’eredità dei funzionari amministrativi. Solo sviluppi, ritocchi e sistemazioni.
Egli, che preparava le sue campagne militari con minuzia e precisione, si dimenticò, paradossalmente, di pensare ad un suo successore.