Trasformazioni sociali e culturali del I secolo avanti Cristo

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Descrizione

In questo periodo tutte le classi sociali sono state toccate da profonde trasformazioni: - per quanto riguarda le classi dirigenti, i «nuovi senatori» provenienti da municipi dell’Italia o dalle province occidentali cominciarono ad occupare posizioni di rilievo: i consoli sotto Ottaviano furono tutti italici, e anche Agrippa, suo braccio destro, non era di Roma); - per quanto riguarda l’ordine equestre, in costante ascesa dall’età di Pompeo e Cesare, hanno guadagnato molto dalle proscrizioni, e tra tutti si ricorda il ruolo che ebbe Mecenate durante il periodo del principato augusteo: era un grande aristocratico etrusco che non volle mai rinunciare alla sua appartenenza all’ordine equestre, proprio perché questa era molto vantaggiosa anche se non gli permetteva di accedere alla classe senatoria.

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Testo completo

In questo periodo tutte le classi sociali sono state toccate da profonde trasformazioni:
- per quanto riguarda le classi dirigenti, i «nuovi senatori» provenienti da municipi dell’Italia o dalle province occidentali cominciarono ad occupare posizioni di rilievo: i consoli sotto Ottaviano furono tutti italici, e anche Agrippa, suo braccio destro, non era di Roma);
- per quanto riguarda l’ordine equestre, in costante ascesa dall’età di Pompeo e Cesare, hanno guadagnato molto dalle proscrizioni, e tra tutti si ricorda il ruolo che ebbe Mecenate durante il periodo del principato augusteo: era un grande aristocratico etrusco che non volle mai rinunciare alla sua appartenenza all’ordine equestre, proprio perché questa era molto vantaggiosa anche se non gli permetteva di accedere alla classe senatoria;
- per quanto riguarda le classi inferiori, i liberti occupavano posizioni sempre più privilegiate nella vita economica e sociale: si potrebbe ricordare che il padre di Orazio, infatti, era un liberto.
Naturalmente, tutti coloro che beneficiarono di una promozione sociale erano appassionati sostenitori del princeps.
Nell’ambito culturale nascono o si sviluppano orientamenti che contrastano con gli antichi valori repubblicani:
- crisi dell’oratoria: ormai sono scomparsi Ortensio Ortalo e Cicerone e l’eloquenza politica perde il suo valore in Senato, dove è sempre e solo il princeps ad orientare l’assemblea;
- nuovi intellettuali italici celebrano il nuovo potere: sono giovani brillanti provenienti da tutta Italia e sono pronti ad utilizzare le loro opere per promuovere il principato augusteo e si raccolgono tutti intorno alla figura di Mecenate, amico di Ottavio;
- diffusione dell’epicureismo politico e colto (nella buona società), affiancato da uno più popolare;
- si sviluppano idee di pace, portata da un «salvatore», e naturalmente si tratta di Ottavio: l’idea della guerra civile è oggetto di orrore, e ben presto il concetto diverrà un tabù, esattamente com’era accaduto per la monarchia;
- per quanto riguarda la religione, Cesare aveva già beneficiato di una divinizzazione ufficiale votata dal Senato nel 44, per il suo funerale: egli è conosciuto come il divus Iulius e fu ammesso tra le divinità dell’Olimpo. Ottavio, dal canto suo, non trascurerà niente per apparire protetto dagli dei: sacralizzò infatti i suoi poteri, e tramite questi la sua persona.
Ottavio seppe dare l’immagine di sé come del salvatore dello Stato, liberato una volta per tutte, tramite le sue vittorie in Occidente e poi in Oriente, dallo spettro delle guerre civili. Era il nuovo salvatore, era il restauratore della Repubblica e dei valori tradizionali, che erano stati minati dai miraggi orientali del «nuovo Dioniso», com’era presentato dalla propaganda Antonio.