Valentiniano I

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Descrizione

Questo imperatore preferì molto ricorrere ad una divisione del territorio imperiale: egli mantenne l’Occidente, con Milano come capitale; affidò invece l’Oriente al fratello Valente, che si insediò a Costantinopoli. Il terzo imperatore fu invece Graziano, inviato a Treviri. Egli non aveva che otto anni, ma era stato promesso alla figlia di Costanzo II, cosicché la legittimità della dinastia fu ancora più accentuata.

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Testo completo

Questo imperatore preferì molto ricorrere ad una divisione del territorio imperiale: egli mantenne l’Occidente, con Milano come capitale; affidò invece l’Oriente al fratello Valente, che si insediò a Costantinopoli. Il terzo imperatore fu invece Graziano, inviato a Treviri. Egli non aveva che otto anni, ma era stato promesso alla figlia di Costanzo II, cosicché la legittimità della dinastia fu ancora più accentuata.
Valentiniano I, cattolico tollerante, era energico ed onesto ma anche colto e collerico, fino a morirne. Egli si adoperò per migliorare la situazione di tutti gli strati della società:
- per accattivarsi il Senato istituì un defensor senatus, ma un affare di magia comportò una rottura e delle esecuzioni che contribuirono a rendere ancora più tesi i rapporti;
- nei confronti della plebe Valentiniano I mostrò lo stesso tipo di interesse: moltiplicò le distribuzioni gratuite a Roma e creò anche in questo strato sociale un defensor plebis, avvocato dei poveri in città; tuttavia, non poté far niente contro latifondisti e contro la corruzione.
La difficoltà più grossa durante il suo regno venne dai barbari, che causarono numerose guerre:
- gli Scotti e i Sassoni, che devastavano la Britannia, furono respinti da un ufficiale spagnolo, Teodosio Padre;
- Valentiniano in persona combatté contro gli Alamanni, che finirono per ottenere un trattato dopo la vittoria romana, nelle Gallie;
- l’Africa fu turbata da scorrerie verso i porti e da un movimento nel quale si mescolavano rivendicazioni indigene, stanchezza di fronte alle tasse e la contestazione religiosa: anche in questo caso fu Teodosio Padre a ristabilire la situazione, ma subito dopo fu decapitato per una ragione misteriosa;
- scoppiò, nel 365, un’usurpazione a Costantinopoli. Il pretendente era un certo Procopio, imparentato con Giuliano;
- ci furono difficoltà sociali, che si manifestarono attraverso il brigantaggio;
- ci fu un’altra guerra contro i Persiani;
- Quadi e Sarmati furono sconfitti da Valente e Teodosio Figlio;
- bisognava combattere inoltre costantemente i Goti, pressati a loro volta dagli Unni, ma si finì per negoziare;
Valente, alla fine, fu sconfitto e ucciso. Era la prima grande disfatta dal III secolo, ma non bisogna esagerare la portata del disastro, perché l’Oriente era sempre in grado di reagire.