Verso il secondo triumvirato

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Descrizione

Morto Cesare l’idea dei congiurati era quella di gettarne il cadavere nel Tevere e di proclamare il ritorno della libertà, tuttavia, di fronte alle ostilità del popolo che era venuto a sapere dell’assassinio, i congiurati guidati da Cassio e Bruto dovettero trovare rifugio sul Campidoglio. Nel frattempo, unico uomo che avesse autorità legale, Marco Antonio era fuggito anch’egli a nascondersi. Lepido, capo della cavalleria di Cesare, invece, era rimasto nel Foro con le sue truppe.

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Testo completo

Morto Cesare l’idea dei congiurati era quella di gettarne il cadavere nel Tevere e di proclamare il ritorno della libertà, tuttavia, di fronte alle ostilità del popolo che era venuto a sapere dell’assassinio, i congiurati guidati da Cassio e Bruto dovettero trovare rifugio sul Campidoglio. Nel frattempo, unico uomo che avesse autorità legale, Marco Antonio era fuggito anch’egli a nascondersi. Lepido, capo della cavalleria di Cesare, invece, era rimasto nel Foro con le sue truppe.
Dal marzo del 44 fino alla fine del 43, dopo molti tentennamenti, la situazione fu ristabilita: Marco Antonio si attira il favore del popolo impugnando il testamento di Cesare e comunicandone il contenuto, organizza i funerali del dittatore e ne pronuncia un elogio funebre.
Bruto e Cassio, con gli altri congiurati, saranno costretti ad abbandonare Roma.
Erede della ricchezza, di fama e in denaro, di Cesare, era Ottavio, suo pronipote, che all’annuncio della morte dello zio si trovava ad Apollonia per studiare. Egli raggiunse i veterani di quello che effettivamente, con una adozione, era diventato suo padre: ora Ottavio si chiamava Gaio Giulio Cesare, ed essi lo accolgono come suo successore. Reclutò inoltre 3.000 uomini e si pose come rivale di Antonio.
Cicerone, invece, dal canto suo cercò di restaurare la classe senatoria, ma questo ebbe per effetto di sollevare la battaglia di Modena (43 a.C.), dove il Senato si scontrò contro Antonio. Fu la prima delle altre cinque guerre civili che seguirono. Antonio, sconfitto, si ritirò in Provenza, ma i due consoli che comandavano l’esercito opposto, Irzio e Pansa, caddero entrambi in battaglia.