Prima dell'antropologia: un modo diverso di guardare gli altri

Appunto inviato da claudiaselis
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Appunti di antropologia (9 pagine formato doc)

L’ interesse per i costumi dei popoli stranieri è presente nella cultura europea fin dai tempi degli storici greci e latini.
Pensiamo alle storie di Erodoto, ricche di informazioni e spunti di riflessione sulle usanze dei popoli con cui i Greci entrarono in contatto, o alla Germania di Tacito, che descrive le tribù germaniche con la precisione di un trattato etnografico.


Tuttavia è solo con l’ illuminismo del 700 che si manifesta nella cultura letteraria e filosofica europea un modo particolare di rapportarsi all’altro che supera la semplice curiosità, poiché l’ osservatore occidentale si rende conto della relatività di usi e costumi e giunge a considerare con distacco critico anche la cultura a cui egli stesso appartiene. Riflessioni di questo tipo sono spesso presenti in genere letterario coltivato dagli scrittori illuministi, il racconto filosofico, in cui è possibile cogliere l’ emergere dell’ atteggiamento antropologico nella cultura europea.
Si possono citare le opere di Voltaire, l’ ingenuo, e di Denis Diderot, Supplemento al viaggio di Bougainville.


Voltaire racconta le avventure di un giovane indiano d’ America della tribù degli Uroni, capitato per caso in Francia e coinvolto in intrighi di ogni tipo, Diderot, invece, descrive la vita felice e libera dei Tahitiani. In entrambi i casi gli autori mettono a confronto mentalità e modi di vita europei con modelli radicalmente diversi ma tutt’altro che “primitivi”: l’ingenuo possiede una logica stringente ed essenziale, i Tahitiani vivono felici secondo i principi dell’incorrotta razionalità naturale. Dal loro punto di vista filosofico-letterario, Montesquieu, Voltaire e Diderot anticiparono alcuni temi sviluppati in seguito dall’antropologa: mettendo sullo stesso piano personaggi europei e individui appartenenti ad altre parti del mondo mostrarono la civiltà e la finezza di pensiero dei secondi e assunsero un atteggiamento critico e ironico verso i costumi europei. Nelle loro opere inizia a farsi strada una critica dell’eurocentrismo, ovvero della tendenza a interpretare ogni cosa secondo il punto di vista della cultura europea, ritenuta superiore alle altre.