Le cupole

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La cupola (dal lat.
Cupa, ) è la parte terminatale, di copertura, di vani a pianta quadrata, circolare, poligonale o ellittica. Nel caso della costruzione su pianta quadrata, si passa dalla struttura quadrata alla struttura circolare mediante quattro pennacchi (triangoli concavi formati rispettivamente a ciascun angolo con corsi di mattoni aggettanti). Può essere a calotta o strutturata come una volta. Implica il riferimento simbolico alla volta celeste ed a questo significato ideale spesso si ispirano le decorazioni architettoniche o figurate all’interno. La cupola può impostarsi su un basso muro di sostegno (tamburo), e recare al sommo, un ‘edicola (lantèrna), ovvero aprirsi al centro con un oculo.
Può essere sostenuta da pilastri o dalla stessa struttura muraria, a cui si raccorda per mezzo di pennàcchi. Alcune forme di applicazione di cupole si trovano nelle abitazioni primitive, come le cupole paraboliche a volta impropria risalenti al 5000 a.C. circa in Asia Minore. Ancor oggi popolazioni africane vivono in capanne circolari a cupola e gli eschimesi in case di neve a volta (igloo). I nomadi dell’Asia orientale e centrale (Mongolia) erigono la Jurta, una tenda a palo a forma di cupola con un diametro fino a 8m, secondo un sistema costruttivo elastico, paragonabile alle soluzioni tecniche adottate nel XX secolo. Le concezioni spaziali realizzate in queste case primitive vengono relegate per secoli nell’ambito dell’architettura sepolcrale, per lo più sotterranea. Soltanto nell’architettura romana ricompare la tendenza alla creazione di spazi centrali voltati. Al contrario di quella greca, la monumentalità dell’architettura romana si fonda sempre sullo spazio. Essa si realizza in modo perfetto nel Pantheon, nell’unione di un cilindro e di una cupola sferica. Le numerose varianti romane e paleocristiane mantengono come elemento costante la semisfera, mentre il corpo inferiore è realizzato in forma cilindrica, ottagonale e decagonale. Nell’oriente greco-romano inizia ad imporsi una nuova concezione dello spazio centrale: la combinazione di cupola e quadrato, ossia di un cubo e di una semisfera. Per risolvere il problema della costruzione libera e senza sostegni della cupola, con il peso e le spinte laterali che esercita, e del suo adattamento allo spazio cubico, nasce la volta a vela. L’architettura bizantina antica amplia questo principio. La volta a vela viene tagliata orizzontalmente al di sopra dei pennacchi e, sulla circonferenza così determinata, viene eretta una nuova cupola sferica, che troneggia sullo spazio interno al di sopra dei muri di imposta. Questo principio della cupola a pennacchio costituisce la soluzione più avanzata, dal punto di vista tecnico, al problema del raccordo della cupola con il cubo spaziale. Una soluzione tecnica più semplice è offerta dalla cupola a trombe, cioè nicchie orizzontali voltate a forma di cono poste sopra gli angoli del quadrato. La loro presenza ne determina la trasformazione in ottagon