"La battaglia delle Argonne", di Renè Magritte

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Trattazione sul Surrealismo e sulla vita ed il pensiero di Renè Magritte, con analisi dell'opera "La battaglia delle Argonne" (2 pagine formato doc)

Il Surrealismo e Renè Magritte


Nelle opere di Magritte il rapporto tra immagine e realtà si sviluppa in maniera del tutto nuova e inconsueta rispetto al passato.
Nei sui lavori non troviamo solo rappresentazioni "sognanti" o bizzarre fini a se stesse: fermarsi a una considerazione così superficiale significherebbe negarsi la possibilità di comprendere la vera e straordinaria "sostanza" dell'opera  di un artista che si distinse in modo particolare da tutti gli altri surrealisti. La sua ricerca non proviene dal sogno e dall'inconscio, ma si basa sul rapporto tra realtà, immagine e visione, sulla creazione di situazioni impossibili o ambigue, sconvolgendo la realtà attraverso un'attenta riflessione.


Tutta la produzione di Magritte si fonda su una semplice convinzione:
ciò che è nascosto e difficile da raggiungere (con gli occhi, con la mente, con la sensibilità del cuore) è molto più emozionante e perciò degno di maggiore interesse di ciò che è manifesto e già a portata di mano.
La natura è onnipresente nel suo percorso artistico proprio perchè rappresenta per lui il mezzo privilegiato per interrogarsi sul mistero delle cose. Attraverso di essa egli si diverte a giocare con il conosciuto e il celato, con l'evidente e il segreto, con il buon senso e il non senso, e a ribaltare il convenzionale nell'enigma. Eccolo allora impegnato a dispiegare tende, a incappucciare i volti o a nasconderli dietro mele o fiori, a inserire frammenti che mostrano il dietro, il sotto, il segreto della realtà, a inventare sovrapposizioni che portano in primo piano ciò che non si dovrebbe vedere.


Il surrealismo di Magritte è per molti versi anomalo, molto lontano, ad esempio, dal movimento "psicoanalitico" e vagamente simbolista dei primi anni o da quello onirico, cupo e angosciante di Salvador Dalì. Il maestro belga (probabilmente influenzato da un antico gusto fiammingo per il dettaglio e la riproduzione minuziosa della realtà e memore delle sue prime esperienze artistiche come produttore di manifesti e cartelloni pubblicitari) tende a raffigurare gli oggetti con un'estrema precisione nei particolari, tanto da farli assomigliare a illustrazioni stampate, e li mette in relazione fra loro avvalendosi della tecnica dello spaesamento: prende oggetti banali, conosciuti, familiari (una mela, un ombrello, una bombetta,...) e li associa in modo inaspettato, li pone in luoghi o situazioni inusuali, trasformandoli sia a livello fisico sia a livello semantico