Restauro architettonico

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appunti sul restauro architettonico di Ruskin, Winckelmann, Viollet Le Duc (1 pagine formato txt)

RESTAURO ARCHITETTONICO

Nel 1789, a causa della Rivoluzione, molti monumenti francesi vennero distrutti.

Subito dopo la rivoluzione si cominciò a restaurarne alcuni. Ma fu con Eugène Viollet-le-Duc che, attorno agli anni trenta dell'800, che cominciò ad affermarsi una nuova concezione del restauro quello così detto in stile o stilistico.
Sui monumenti architettonici si doveva intervenire in modo mimetico. Il nuovo, cioè, sia che si trattasse di sostituzioni di parti sia che riguardasse una parziale ricostruzione, non si doveva distinguere dall'esistente.
Questo intervento di restauro dette luogo a interventi che oggi ci appaiono molto discutibili:
- Abbazzia reale di Saint-Denis. Viollet-le-Duc avrebbe voluto non solo ricostruire la guglia perduta, ma realizzare una gemella della torre, rifare dei portali e delle sculture.
- La città di Carcassone, un complesso urbano fortificato che venne quasi totalmente reinventato disegnando le coperture coniche delle torri cilindriche, i merli della cinta muraria, le porte della città, etc.
Il castello venne creato exnovo e divenne un grande falso.

Il restauro stilistico: appunti


STORIE DEL RESTAURO ARCHITETTONICO

Contemporaneamente in Inghilterra prese corpo il restauro romantico. Il massimo teorico ne fu John Ruskin. Secondo Ruskin, che considera il gotico come puro fatto decorativo e che ritiene l'arte rinascimentale non naturale perchè intrisa di scienza, i monumenti devono essere rispettati quasi religiosamente. Essi non devono essere toccati ne manomessi.
C'è in questo una sorta di fatalismo, un'attesa alla morte e alla dissoluzione.
Deriva da ciò l'amore di Ruskin per Venezia a cui dedicò la sua opera maggiore Le Pietre di Venezia.