Ereditarietà genetica: riassunto

Appunto inviato da willow1988
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GENETICA RIASSUNTO BREVE - La genetica è quella scienza che studia i meccanismi di transizione dei caratteri ereditari di generazione in generazione.

Nasce con Mendel; infatti nella seconda metà del XIX sec si sospettò che il materiale ereditario fosse localizzato nei cromosomi; attente osservazioni rivelarono che i cromosomi, nonostante fossero invisibili  tra una divisione e l’altra della cellula, quando riapparivano erano inalterati.
All’inizio del XX secolo molti biologi erano ormai convinti del fatto che i cromosomi costituissero le basi fisiche dell’ereditarietà. Verso gli anni ’30 ci si rende conto che certi caratteri sono portati da un insieme di geni e non solo da uno.
Inoltre si scoprì che un solo gene può determinare più caratteri insieme. Soltanto nel ’50 il materiale ereditario venne identificato nelle molecole del DNA (nasce così la genetica molecolare). Negli anni ’60 si ragona sui meccanismi di trasmissione genetica dei batteri. Tra il ’70 e l’80 si scopre la possibilità di estrarre gli enzimi del DNA e si può parlare di epigenetica, cioè di quello studio per chiarire i meccanismi attraverso i quali il DNA può esprimere certi caratteri o altri fenotip. Tutte queste informazioni possono essere utili per identificare le cause fisiche delle malattie genetiche, per fare una diagnosi e trovare una cura; inoltre si riuscirà a combattere malattie come diabete, ipertensione, allergie e tumori.

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EREDITARIETA' GENETICA RIASSUNTO - Fenotipo e genotipo. L’espressione fisica dei geni su un individuo costituisce il fenotipo. L’insieme dei geni che lo determinano è il genotipo. Quest’ultimo termine può essere usato in riferimento a un particolare gruppo di geni che si manifestano con un certo carattere; per indicare tutti i geni di un individuo si usa il termine genoma.
Oltre che dal genotipo il fenotipo è influenzato anche dalle interazioni tra genotipo e ambiente. L’importanza realtiva a ciascun fattore è visibile nei gemelli identici separati poco dopo la nascita, perchè essi possiedono lo stesso genotipo ma sono cresciuti in ambienti diversi.
Cromosomi e alleli. Un cromosoma è costituito da una lunga molecola di DNA, i cui segmenti sono i geni strutturali, che contengono le istruzioni per la sintesi di un polipeptide. La localizzazione fisica di un gene è chiamata locus.
Ogni cellula possiede due corredi cromosomici, uno ereditato dal padre e l’altro dalla madre. Ognuno di noi possiede due copie di un cromosoma e quindi due copie di un gene che si trovano nello stesso locus sui due cromosomi omologhi.
Le forme alternative di un gene sono chiamate alleli e vengono simboleggiate con la stessa lettera dell’alfabeto, una maiuscola e l’altra minuscola.
Un individuo con una coppia di geni formata da due alleli diversi si dice eterozigote per quel gene. Un individuo con una coppia di geni formata da due alleli identici si dice omozigote per quel gene. Quando un individuo possiede due alleli diversi di un gene, solo uno dei due si manifesta nel fenotipo e viene perciò detto dominante, l’altro è detto recessivo e rimane nascosto. Il fenotipo di un individuo eterozigote è uguale a quello di un omozigote in cui è presente solo l’allele dominante.

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EREDITARIETA' GENETICA MENDEL - Mendel. Le modalità di trasmissione dei geni da genitori a figli dipendono da come si distribuiscono i cromosomi nei gameti durante la meiosi. Gregor Mendel effettuò una serie di esperimenti incrociando piantine di pisello; a differenza degli altri scienziati, non si concentrò contemporaneamente su molti caratteri quantitativi ( cioè con vasta varietà di fenotipi) ma piuttosto cu caratteri qualitativi, quindi su uno o 2 caratteri alla volta. Leggi anche L'ereditarietà: cenni storici