Teoria cellulare

Appunto inviato da fudduni
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Excursus storico sulla cellula (6 pagine formato doc)

Per citologia o biologia cellulare e istologia si intende, rispettivamente, lo studio delle cellule e dei tessuti, formati dall’associazione delle cellule tra di loro.
Tutti gli organismi viventi sono composti di unità elementari dotate di proprietà comuni, denominate cellule. Il loro riconoscimento e la formulazione della teoria cellulare sono tra le scoperte più recenti dell’Uomo. Tale teoria si basa su tre concetti fondamentali: La cellula è l’unità strutturale e funzionale di ogni essere vivente, ogni cellula proviene de una cellula preesistente per divisione del nucleo, le cellule formano un essere composto. Ma più di 200 anni passarono dalle prime osservazioni e la formulazione della teoria cellulare. La maggior parte delle cellule non sono visibili ad occhio nudo.
È stata quindi l’invenzione del microscopio che ha condotto gradualmente all’enunciazione che tutti gli organismi sono costituiti dall’associazione di cellule rendendo possibile lo studio scientifico delle cellule e quindi sancendo la nascita di una nuova disciplina: la citologia. Il microscopio fu inventato da Galileo nel 1610 ed il primo microscopio composto fu utilizzato da Robert Hooke (1635-1703); egli nel 1667 pubblicò il primo testo di citologia “Micrographia” dove introdusse, osservando i piccoli alveoli di sughero, per la prima volta il termine di cellula, a causa della loro somiglianza con le cellette delle api in un alveare (dal latino cella = spazio cavo, e logos, discorso). All’esame microscopico il sughero si presentava “tutto perforato e poroso quasi come un favo.” Successivamente altri microscopisti si dedicarono alle medesime osservazioni. Nel 1682 Nehemeiah Grew (1641-1712) nell’opera “Anatomy of plants” paragonava le stesse strutture osservate da Hooke ad “un pezzo di merletto”. Malpighi chiamò invece le cellule utricoli o vescicole. Nella stessa epoca furono osservati per la prima volta, nonostante le pareti delle cellule animali fossero meno evidenti di quelle vegetali, le cellule animali, dai microscopisti Leeuwenhoek e Smammerdam, che si dedicarono all’osservazione dei globuli rossi del sangue. E’ curioso osservare come tutti coloro che approfittando delle lenti tentarono di approfondire la conoscenza dell’organizzazione degli esseri viventi, furono concordi nel definire le piccole unità che ne costituivano gli elementi fondamentali con dei termini come scatole, vescicole, cellule, utricoli, tutte parole che servivano a definire gli elementi cavi, privi di contenuto o più o meno ripiene di succo nutritivo. Questo era dovuto all’imperfezione delle lenti e al trattamento che i tessuti avrebbero dovuto subire prima di essere osservati al microscopio. Inoltre in un primo tempo nessuno ipotizzò delle analogie tra le cellule animali e vegetali, e nessuno sapeva c