Petronio e Marziale

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Breve riassunto su Petronio ("Satyricon") e Maeziale (Le prime raccolte, gli "Epigrammata") (3 pagine formato doc)

Petronio
Tacito ci parla di Petronio come di un personaggio molto in vista alla corte di Nerone, l’imperatore giudicava piacevole ed elegante dolo ciò che gli veniva raccomandato da Petronio.
Questa posizione di favore e di privilegio suscitò la gelosia e l’odio del prefetto del pretorio Tigellino, che lo accusò di essere amico di uno dei promotori della congiura pisoniana e Petronio fu costretto a suicidarsi.
Tacito dice che nel suo testamento, Petronio  descrisse per filo e per segno le turpitudini (oscenità) del principe, sigillò il testamento e lo inviò a Nerone.


L’identificazione dell’autore del “Satyricon” con il Petronio tacitano appare molto probabile non solo perché il ritratto tracciato dallo storico sembra corrispondere ai gusti e agli orientamenti dello scrittore, ma anche e soprattutto perché alcuni dati ed elementi  precisi contenuti nell’opera riportano all’età di Nerone.
Satyricon
Il protagonista e narratore del romanzo è Encolpio che viaggia in compagnia del suo amante Gitone e di Ascilto, il quale è anche innamorato di Gitone All’inizio vi è Encolpio che parla della crisi dell’eloquenza col maestro di retorica Agamennone; successivamente Encolpio e Ascilto tornano insieme a Gitone nella locanda dove alloggiano e successivamente sono raggiunti dalla matrona Quartilla che li coinvolge in un rito orgiastico in onore del dio Priàpo.


Dopo abbiamo la cena a casa di Trimalchione, un ricco liberto; nel corso del banchetto i protagonisti assistono ad ogni sorte di grossolanità e stravaganza. Terminata la cena Encolpio e Ascilto litigano violentemente a causa di Gitone che se ne va con Ascilto.
Encolpio dopo essere stato abbandonato sta chiuso in una locanda per 3 giorni e poi si reca in una pinacoteca dove incontra Eumolpo, un poeta vagabondo che recita una sua composizione. I presenti non gradiscono e cacciano via i due. Successivamente rientra in scena Gitone che è ricercato da Ascilto. Quest’ultimo non compare più nel romanzo, e il suo posto viene preso da Eumolpo. I tre si imbarcano su una nave, senza sapere che è la nave di Lica, un vecchio avversario di Encolpio. Con Lica c’è Trifena innamorata di Gitone. Dopo diverse zuffe Eumolpo riesce a riportare la pace. Infine una tempesta mette in salvo Encolpio dalle minacce del proprietario della nave, che muore annegato mentre Trifena sparisce su una scialuppa di salvataggio.