Statuto Albertino

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Cos'è lo statuto Albertino? Contenuto, articoli, caratteristiche e descrizione dello Statuto Albertino fino ad arrivare all'odierna Costituzione (1 pagine formato doc)

STATUTO ALBERTINO - Il 17 marzo del 1861 nasce il Regno d’Italia.

Il primo re è Vittorio Emanuele di Savoia che fa del nuovo Stato il risultato di un ampliamento del vecchio Regno di Sardegna, creando così il fenomeno della piemontesizzazione cioè l’estensione a tutto il territorio nazionale dell’organizzazione e delle leggi del regno sabaudo. Ed è per questo che lo Statuto Albertino diventò la costituzione del Regno d’Italia.

Questo Statuto era stato elaborato dai ministri del re ed era, quindi, espressione del suo potere. Infatti, non si tratta di una costituzione votata ma di una costituzione concessa, cioè donata dal sovrano ai suoi sudditi.

 LO STATUTO ALBERTINO


STATUTO ALBERTINO CONTENUTO -
È anche una costituzione breve, non soltanto dal fatto che è composta da pochi articoli, ma perché si limita a riconoscere soltanto le principali libertà individuali, l’uguaglianza formale e non quella sostanziale dei cittadini, e ad attribuire il potere legislativo a un parlamento eletto solo in parte dal popolo (camera dei deputati) e con suffragio molto limitato. 

Lo  statuto è anche una carta flessibile, cioè poteva essere modificato facilmente da leggi ordinarie.

 Proprio le sue caratteristiche di brevità e di flessibilità hanno permesso ha questa carta costituzionale di adattarsi alle mutate condizioni politiche e sociali del paese.

LO STATUTO ALBERTINO

Lo statuto Albertino consente dal punto di vista formale la separazione dei tre poteri. I momenti fondamentali dello statuto Alberino sono:

  • Nascita
  • Fase liberal-democratica (evoluzione)
  • Evento del fascismo

Nella fase di nascita vi è il riconoscimento del diritto di voto solo ai maschi più agiati; mancanza di partiti e di organizzazioni sindacali; e nell’economia si afferma il liberismo economico.


CARATTERISTICHE DELLO STATUTO ALBERTINO - I momenti più importanti della fase di evoluzione sono:

  • Diritto di voto a tutti i maschi senza considerare il censo;
  • Vengono garantite le prime libertà fondamentali;
  • Cominciarono a nascere i primi movimenti sindacali;
  • Aiuti alle classi sociali più deboli.

Infine le tappe principali della terza fase sono:

•    1919: nasce il partito fascista. Questo partito è stato formato per contrastare le idee del partito democra-tico;
•    1922: marcia su Roma: La monarchia appoggiò questo evento invece di contrastarlo e fece diventare Mussolini capo del governo;
•    1923: limitazione della libertà di stampa e di opinione e introduzione di un nuovo sistema elettorale manifestamente antidemocratico, in quanto il partito che avesse ottenuto il 25% dei voti doveva avere i due terzi dei seggi alla camera;
•    1926 leggi fascistissime: venne istituito il tribunale speciale dello Stato per coloro che avevano idee contrarie allo Stato; adozione della pena di morte e della censura; costituzione di un unico sindacato (fascista); furono sciolti i partiti politici e abolite tutte le libertà di stampa e di associazione;
•    1938: vennero inserite nella costituzione alcune leggi razziali come il divieto di matrimoni misti, limita-zione dell’attività professionale degli ebrei, l’esclusione degli ebrei negli uffici pubblici, nelle forze armate e nelle scuole pubbliche;
•      Luglio 1943: arresto di Mussolini e radiato dal suo incarico. Mussolini riuscì a fuggire dal carcere e formò la Repubblica di Salò difendendo così i valori del fascismo. Nel sud nacquero invece le resistenze partigiane;
•    1945. Liberazione dell’Italia e annientamento della Repubblica di Salò;


STATUTO ALBERTINO E COSTITUZIONE ITALIANA - il 2 giugno 1946 il popolo italiano viene chiamato a scegliere tra Repubblica e Monarchia. Vince la Repubblica e così nasce l’esigenza di una nuova costituzione. A tal proposito si formò l’assemblea costituente che avrebbe redatto la nuova costituzione. Inizialmente questa assemblea era costituita da 556 membri fino ad arrivare a 75 membri. In seguito questa assemblea si divise in tre sottocommissioni: l’organizzazione costituzionale dello Stato, diritti e doveri dei cittadini, rapporti economico-sociali. Si formò così la nuova costituzione. Questa non doveva essere più flessibile ma rigida cioè poteva essere modificata soltanto con una revisione costituzionale. È una costituzione votata ed è entrata in vigore il 1 gennaio del 1948. Essa è una costituzione lunga e da molta importanza alle libertà individuali, all’uguaglianza sostanziale e all’organizzazione dello Stato. Infine è una costituzione democratica perché la sovranità appartiene al popolo che la può gestire mediante strumenti diretti e indiretti; e anche pluralista e programmatica.