Consumi, Risparmi e Investimenti

Appunto inviato da daveguns
/5

Sintesi economica - Consumi e risparmio, risparmio e investimenti, la funzione keynesiana del consumo, il risparmio, gli investimenti e la dimensione ottima, l'acceleratore (formato .doc) (3 pagine formato doc)

Le spese per consumi e investimenti sono le componenti che formano la domanda aggregata.
Esse dipendono, rispettivamente, dalle decisioni dei diversi operatori del sistema economico.

1.CONSUMI E RISPARMIO
Le famiglie ottengono un reddito che viene utilizzato in parte per l’acquisto di beni e servizi necessari al soddisfacimento dei bisogni e in parte accantonata a scopo prudenziale per esser usata in futuro. Quest’ultima parte, che costituisce il risparmio, può essere destinata all’acquisizione di:
Attività Finanziarie, se serve al finanziamento diretto della produzione (acquisto di azioni/obbligazioni in Borsa), oppure viene depositato in banca.
Attività Reali, se serve all’acquisto di beni durevoli, come case, ecc.

2.RISPARMIO E INVESTIMENTI
Il risparmio serve a finanziarie gli investimenti in nuovi macchinari e in nuovi stabilimenti industriali: le imprese, infatti, si finanziano ottenendo dalle banche i capitali necessari per acquistare i beni strumentali, oppure offrendo azioni/obbligazioni in borsa.
Le imprese effettuano gli investimenti per ottenere un aumento dei profitti. Gli investimenti dipendono, quindi, dalle previsioni degli imprenditori sui profitti futuri.
Tali previsioni dipendono, a loro volta, dalle aspettative sulla domanda futura.
In generale, nel breve periodo, gli investimenti non sono diretti ad aumentare la capacità produttiva; nel lungo periodo, invece, se si prevede che il mercato possa assorbire una produzione superiore a quella consentita dagli impianti, si cercherà di aumentare anche il capitale fisso.
Teoria Neoclassica. Secondi i neoclassici i soggetti economici decidono subito il risparmio, che è tanto più alto quanto maggiore è il tasso di interesse. Anche le decisioni di investimento dipendono dal tasso di interesse: quanto più e basso, tanto maggiore è l’investimento. Pertanto, se il tasso è alto, i risparmiatori sono indotti a risparmiare, mentre gli imprenditori sono scoraggiati dall’investire, e viceversa. Secondo i neoclassici, il tasso d’interesse è il prezzo di mercato dei capitali, e ne assicura l’equilibrio, cioè l’uguaglianza tra Risparmio e Investimenti.
Teoria Keynesiana, il risparmio e l’investimento sono due atti distinti, ciascuno dipendente da variabili diverse: il risparmio dipende dal livello del reddito, l’investimento dalle aspettative di profitto degli imprenditori e dal tasso di interesse.

3.I CONSUMI SECONDO LA TEORIA TRADIZIONALE

Secondo la teoria classica la spesa per l’acquisto di beni di consumo varia in funzione inversa al tasso di interesse. Ciò perché quando il tasso di interesse è alto, le famiglie risparmiano di più e consumano di meno; quando invece il tasso di interesse è basso, le famiglie risparmiano di meno e consumano di più.

4.LA FUNZIONE KEYNESIANA DEL CONSUMO

Secondo Keynes il consumo non dipende dal tasso di interesse, come ritenevano i classici e i neoclassici, ma dal livello del reddito. Keynes osserva che:
Il consumo è una funzione crescente del reddito, cioè cresce all’aumentare del reddito:
Il consumo cresce in modo meno che proporzionale all’aumentare del reddito.