New Deal: riassunto sui principali interventi economici

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New Deal: breve riassunto sul sistema economico americano e i punti fondamentali della teoria economica di Keynes (2 pagine formato doc)

NEW DEAL: RIASSUNTO SUI PRINCIPALI INTERVENTI ECONOMICI

New Deal e principali intereventi economici.

Il sistema economico americano si basava sulla teoria classica del “Laissez-faire” (lascia fare). Secondo questa teoria il mercato era un grado di regolarsi autonomamente e che qualsiasi offerta di beni avrebbe trovato una conseguente domanda. Ciò era possibile solo se i privati potevano entrare e uscire liberamente dal mercato,senza che lo Stato intervenisse in alcun modo. Come abbiamo visto fu proprio a causa del sistema liberare che la Borsa americana crollò.
L’economista inglese John Maynard Keynes in quegli anni pubblicò una serie di saggi e libri che criticavano apertamente il sistema economico classico e ribadiva l’esigenza di controlli fiscali dello Stato centrale per regolamentare l’economia interna ed estera del Paese. Per la priva volta Keynes introdusse in economia il concetto della “mano invisibile”.

Tesina sui punti fondamentali del New Deal


NEW DEAL: KEYNES

Questa mano simboleggiava proprio i controlli statali sulle finanze,creando così un sistema economico misto.
Venuto  a conoscenza della grave situazione economica americana,Keynes scrisse una lettera al neopresidente Roosvelt, consigliandogli di aumentare i costi della spesa pubblica al fine di rilanciare l’economia interna del Paese. Roosvelt accolse positivamente questi suggerimenti e nel 1933 creò il New Deal (nuovo corso),l’insieme delle nuove riforme economiche. Gli interventi economici del New Deal si basavano sostanzialmente su due  punti. Il primo era quello di aumentare significativamente i controlli delle banche e delle holding,verificando periodicamente i loro investimenti e il loro capitale. Il secondo punto era quello di sostenere la domanda interna del Paese. Ciò fu possibile proprio grazie all’applicazione delle nuove teorie economiche proposte da Keynes:
1.    Aumento dei salari. Contrariamente alle teorie classiche,secondo le quali nei periodi di recessione la diminuzione dei salari avrebbe favorito la formazione di nuovi posti di lavoro e diminuito i costi di produzione, Keynes sosteneva che nei momenti di crisi i salari,soprattutto delle classi sociali meno abbienti,dovessero aumentare. Questo perché la loro propensione al consumo è maggiore rispetto a quella di coloro che percepiscono un salario più alto. La propensione al consumo può comunque variare a seconda dell’ammontare del reddito         (fattore oggettivo) o dai gusti e fattori psicologici di ogni individuo(fattori soggettivi).

New Deal: significato


NEW DEAL: PUNTI FONDAMENTALI

2.    Aumento della spesa pubblica. Per assecondare la ripresa del Paese,era necessario creare nuovi posti di lavoro. Lo Stato doveva investire il proprio capitale nella costruzione di nuove infrastrutture o di nuovi servizi pubblici,anche indebitandosi se necessario.
3.    Diminuzione delle imposte. La pressione fiscale troppo alta non avrebbe favorito la crescita della propensione al consumo, intaccando l’aspirale armonica della ripresa economica.
Quindi secondo tali teorie lo Stato americano dovrebbe chiedere dei prestiti alle banche al fine di finanziare la spesa pubblica. Il finanziamento della spesa pubblica porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro,in modo da  combattere la disoccupazione. I redditi delle famiglie con una propensione al consumo maggiore dovranno essere aumentati,in modo che il capitale percepito venga per gran parte reinvestito nel sistema economico interno,mantenendo una discreta base monetaria del Paese.