il problema del valore: le tesi classiche

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Riassunto dettagliato sul problema del valore (8 pagine formato doc)

Untitled IL PROBLEMA DEL VALORE: LE TESI CLASSICHE Il valore derivante dal lavoro ADAM SMITH 1723-1790 Elaborò la prima teoria del valore nel periodo della rivoluzione industriale.
TEORIA del VALORE-LAVORO. Smith distingue: VALORE d'USO = quello che risulta da una valutazione soggettiva; misura l'efficacia di ogni bene a soddisfare i bisogni del singolo. VALORE di SCAMBIO = è quello che interessa nel mercato; risulta da una valutazione oggettiva; misura la capacità di ogni bene di essere scambiato sul mercato con altri beni o con moneta. Per Smith risolvere il problema del valore significa proprio spiegare il significato del valore di scambio. Smith definisce il valore di scambio come la capacità di acquisto della ricchezza.
Per misurare il valore di ogni bene bisogna conoscere il lavoro che c'è dietro. Infatti Smith dice che ogni oggetto scambiabile assume valore in base al valore incorporato ad esso. Per Smith quindi esistono due valori distinti: VALORE-LAVORO CONTENUTO = il valore che un bene assume in base alla quantità di lavoro incorporato in esso; VALORE-LAVORO COMANDATO = il valore che lo stesso bene assume sul mercato per essere scambiato con altri beni o con moneta. Spesso si tende a identificare il valore comandato col valore contenuto. Ma la differenza tra i due tipi è data dal fatto che il valore di mercato si fissa in base alla domanda e all'offerta. Quando l'offerta di un bene è sovrabbondante rispetto alla domanda il suo valore tenderà a diminuire rispetto al valore di altri beni che sul mercato riflettono situazioni opposte. Ma il valore tende sempre a tornare al suo livello naturale (il valore in base al lavoro necessario per produrre il bene). Smith, però, limita la validità della toria del valore-lavoro contenuto a un'economia precapitalistica. Definita come SISTEMA MERCANTILE SEMPLICE nel quale ogni produttore è indipendente proprietario di tutti i fattori produttivi. Per Smith questo è dovuto dalla diversa natura del sistema capitalistico rispetto a quello mercantile semplice. Quello CAPITALISTICO infatti è composto da due momenti distinti: MOMENTO PRODUTTIVO = il lavoro è l'unico mezzo per misurare il valore dei beni prodotti; MOMENTO DISTRIBUTIVO = il prodotto si ripartisce in SALARIO, PROFITTO e RENDITA. Altra differenza è: nel sistema PRECAPITALISTICO il lavoratore è interamente proprietario del prodotto; nel sistema CAPITALISTICO il lavoratore è proprietariosoltanto della propria capacità lavorativa, mentre il capitalista possiede i beni capitali e il proprietario fondiario è titolare della terra che affitta al capitalista. Ad ogni classe spetta una parte del prodotto sociale: al LAVORATORE il SALARIO; al CAPITALISTA il PROFITTO; al PROPRIETARIO FONDIARIO la RENDITA. In questo modo il prezzo di mercato sarà superiore al valore in base al valore contenuto, perche oltre al valore-lavoro contenuto del bene c'è anche il profitto del capitalista-imprenditore e la rendita del proprietario fondiario. Tutto questo comporta che