filosofia di Rousseau

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Analisi della filosofia di Rousseau con particolare attenzione al contratto sociale (2 pagine formato doc)

Discorso sulle arti e sulle scienze (1750) Rousseau si pone la domanda se il progresso delle arti e delle scienze abbia migliorato effettivamente i costumi della società.
Risponde negativamente. Il progresso per Rousseau è anche “artificiosa produzione di regole che limitano la libertà umana e che allontanano l’uomo dalla virtù naturale, dallo stato di natura. Rousseau analizza l’origine e i fondamenti dell’ineguaglianza; la disuguaglianza sociale divide gli uomini in signori e servi. Tale origine è individuata in una ineguale distribuzione della proprietà che divide gli uomini in ricchi e poveri. Il “ricco” si trasforma inevitabilmente in “potente” e quest’ultimo in “signore”.
Parallelamente il “povero” diventa “debole e poi “servo”. Rousseau pensa che i legami sociali del suo tempo siano nati da questa fondamentale disuguaglianza, inesistente nella dimensione naturale (età pre-sociale). Nella loro natura profonda gli esseri umani sono spontaneamente buoni e compassionevoli verso i loro simili ma la loro natura buona è successivamente corrotta dai legami sociali che si instaurano attorno ai rapporti di proprietà e che alimentano in loro la passioni artificiali della ricchezza e del dominio. Dunque, a partire dell’istituzione della proprietà privata, tutti gli sviluppi dell’incivilimento umano hanno avuto l’effetto di rendere sempre più artificiosa la vita sociale; la disparità delle ricchezze, il lusso, le convenzioni immateriali hanno spento negli uomini la virtù (la natura spontaneamente buona…) facendo degli uomini degli esseri egoisti, incapaci di una spontanea adesione al bene comune.