La città del sole di Campanella: riassunto

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Riassunto dell'opera filosofica di Tommaso Campanella, La città del sole (2 pagine formato doc)

LA CITTA' DEL SOLE CAMPANELLA: RIASSUNTO

La Città del sole di Tommaso Campanella, opera che si ispira molto alla Repubblica di Platone, è scritta sotto forma di dialogo tra due personaggi: l’Ospitalario, cavaliere dell’ordine di Malta, e il Genovese, nocchiero di Colombo.

Quest’ultimo racconta di aver girato il mondo scoprendo nell’isola di Taprobana, una città ideale per leggi e costumi, ma tuttavia utopica.

La città è retta da un Principe Sacerdote, chiamato Sole (o Metafisico) che detiene assoluto potere spirituale e temporale.
I requisiti fondamentali di questo governatore devono essere: erudizione, saggezza, conoscenza sia dal punto di vista teorico e pratico, creatività e vena artistica. Inoltre deve avere più di 35 anni perché abbia l’esperienza necessaria a condurre lo stato. Egli è assistito da tre Prìncipi: Pon (Potestà), a capo della guerra e della pace, Sin (Sapienza) che ha cura delle scienze, e Mor (Amore) al quale è affidata la procreazione, la salute, la produzione, il lavoro e l’educazione degli abitanti.

La città sorge su un colle ed ha una struttura circolare , formata da sette cerchie di mura concentriche che prendono nome dai sette pianeti. Ogni girone è fortificato, pertanto è quasi impossibile conquistarla, in quanto bisognerebbe espugnarla sette volte. Vi si accede attraverso quattro porte rivolte verso i quattro punti cardinali. In cima al colle vi è una grande pianura in mezzo alla quale sorge il tempio del Sole, di forma circolare, e sull’altare anch’esso di forma circolare e diviso in una croce, è posto un mappamondo.

La città del sole di Tommaso Campanella: scheda libro

LA CITTA' DEL SOLE CAMPANELLA TRAMA

L’organizzazione della città è del tutto razionale, ordinata e regolata dagli «offiziali» i quali vigilano affinché nessuno possa far torto all’altro.
Hanno un'offiziale per ogni virtù: Liberalità, Magnanimità, Castità, Fortezza, Giustizia criminale e civile, Operosità, Verità, Beneficienza, Gratitudine, Misericordia, ecc.; si eleggono da bambini nelle scuole in base alla virtù a cui inclinano. Non essendoci tra loro latrocini, né assassini, né stupri ed incesti, adultèri si accusano d'ingratitudine, di malignità, di bugia, che detestano più che la peste; e per questi peccati sono esclusi della mensa comune, o dalle donne, e da alcuni onori, finché ha deciso il giudice.
Le leggi sono scolpite su tavole di rame e impongono una rigorosa condotta di vita. Non ci sono carceri, ma solo un torrione dove vengono isolati i «membri infetti» della comunità.
Come nella Repubblica non esiste la proprietà privata, i solari dividono la stessa mensa e vestono gli stessi costumi.
Si nutrono di erbe e di carni, minestre, frutta, formaggio alternativamente, secondo precise regole dietetiche e secondo il proprio lavoro.
Gli offiziali hanno la parte migliore; ma spesso mandano il loro cibo a chi più si è fatto più onore la mattina nelle lezioni o nelle gare di scienze e di armi, e chi lo riceve prova grande onore e favore
Vestono abiti bianchi,di giorno, e rossi di notte, il nero è vietato.
Ognuno ha pari opportunità e riceve la stessa educazione: non esistono beni privati, in quanto indurrebbero all’egoismo e alla violenza.
I “Solari” hanno in comune anche le donne e gli accoppiamenti sono gestiti e diretti da Mor, il quale determina l’equilibrio necessario e interpreta gli astri ed i medici. Nessuna femmina si concede prima dei diciannove anni e nessun maschio prima dei ventuno.