I fisici pluralisti: riassunto

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Descrizione completa del pensiero dei fisici pluralisti: Empedocle e Anassagora (2 pagine formato doc)

I FISICI PLURALISTI: RIASSUNTO

I fisici pluralisti.

I filosofi che vengono dopo gli Eleati ritornano ad interessarsi della natura che viene considerata molteplice e dinamica (secondo quanto affermavano i Pitagorici ed Eraclito), ma che si riconduce ad un essere vero, eterno e immutabile (Parmenide). Ma come fanno a conciliare queste due teorie? Essi risolvono il problema distinguendo i composti mutabili dagli elementi eterni e immutabili che li compongono. Secondo ciò tutto in natura non si distrugge, ma si trasforma: gli elementi si uniscono e danno forma alla vita, e si separando con la morte del composto.
Questi elementi eterni assumeranno poi varie forme: per Empedocle saranno le quattro radici (terra, aria, fuoco, acqua), per Anassagora dei semi, e per Democrito gli atomi. Questi filosofi vengono perciò detti fisici pluralisti, poiché ritengono che i principi della natura siano molteplici.

Empedocle: riassunto

CONFRONTO TRA EMPEDOCLE E DEMOCRITO

EMPEDOCLE: Empedocle nacque verso il 492 e visse per sessant’anni ad Agrigento. Suo padre Metone fu uomo politico (ebbe un posto nel governo democratico della città), e contemporaneamente medico, mago e scienziato. Egli considera se stesso una sorta di Dio, e la sua dottrina come uno strumento per dominare la natura e la morte. Tante furono le versioni della sua morte: che fosse stato levato al cielo durante la notte o che si fosse buttato nel cratere dell’Etna per dimostrare di essere un Dio. Empedocle fu il solo dopo Parmenide a scrivere opere in versi e il suo esempio fu poi seguito solo da Lucrezio. Delle sue opere ci sono rimasti moltissimi frammenti appartenenti a due poemi: Sulla natura (di carattere cosmologico), Purificazioni (carattere teologico che s’ispira all’orfismo e ai Pitagorici).

CARATTERI ESSENZIALI FISICI PLURALISTI

Empedocle è consapevole dei limiti della conoscenza umana, legata ai sensi e soprattutto all’esperienza, ma nello stesso tempo non lo condanna, non lo esclude come i filosofi precedenti, ma è convinto che servendosi di tutti i suoi sensi egli possa vedere ogni cosa con chiarezza.
Empedocle sosterrà la tesi dei fisici pluralisti, di cui fa parte, dicendo che la realtà è molteplice e dinamica, ma essa è formata da elementi a cui attribuisce le caratteristiche dell’essere vero di Parmenide. La nascita e la morte avvengono per unione e separazione degli elementi, che lui riconoscerà come le quattro radici: acqua, terra, fuoco, aria. Queste radici sono animate da due forze opposte: l’Amore che tende a unirli; la Contesa o Odio che tende a disunirli. Queste due forze sono forze cosmiche di natura divina la cui azione si avvicenda nell’universo determinando, con tale avvicendamento, le fasi del ciclo cosmico.