I sofisti Protagora e Gorgia: riassunto

Appunto inviato da satoru95
/5

Riassunto del pensiero dei sofisti Protagora e Gorgia (1 pagine formato doc)

PROTAGORA E GORGIA: RIASSUNTO

I Sofisti: I sofisti trovarono ad Atene, con la democrazia, l’ambiente favorevole alla loro attività educativa principalmente perché:
• Erano presenti partecipazione e sostegno alla vita politica da parte di tutti.
• Il governo era affidato effettivamente solo agli esponenti più meritevoli, riservando solo alle persone più abili e preparate l’accesso alle cariche politiche.
Proprio per questo le famiglie nobili sceglievano di istruire i loro figli tramite i sofisti, che impartivano loro un’educazione finalizzata proprio sulla formazione politica.

I sofisti possono essere considerati i primi insegnanti a pagamento della storia, di fatti il termine “sofista” significa “sapientissimo”.
Essi insegnavano ai giovani “l’arte del saper parlare”, ovvero la retorica; la padronanza ampia e sicura del linguaggio e della parola. Tali competenze erano necessarie per prendere attivamente parte alla vita politica della città.

Il pensiero di Protagora e Gorgia: riassunto

PROTAGORA: RIASSUNTO

Protagora: Famoso per la sua celebre affermazione: “L’uomo è misura di tutte le cose; delle cose che sono in quanto sono, delle cose che non sono in quanto non sono”.
Sono diverse le interpretazione che si possono dare a questa frase a seconda del significato che si attribuisce a “uomo”. Può essere inteso come:
• Singolo individuo: le cose apparirebbero diverse a seconda dei vari punti di vista dei singoli uomini.
• Genere umano: la percezione e la valutazione della realtà dipenderebbero dalla particolare conformazione mentale dell’uomo, differente da quella di altri esseri come gli animali.
• Popolo, civiltà: le cose verrebbero valutate in modo diverso a seconda delle abitudini e delle convinzioni della comunità in cui si vive, ciò equivarrebbe a una sorta di “relativismo culturale”.
In tutti i casi l’uomo è il criterio di giudizio della realtà o della irrealtà delle cose. Secondo Protagora non esiste una verità assoluta, valida per tutti; la sua è dunque una visione “relativistica” della vita. Il fatto che non esista una verità assoluta non impedisce di creare un criterio di giudizio, che, per lui, è rappresentato dall’utile, ovvero da ciò che rappresenta il bene sia per il singolo individuo, sia per la comunità, e lo strumento del consenso è proprio la parola. La parola però può diventare strumento di potere dei gruppi più forti, di coloro che sanno come usarla, ed essi potrebbero tanto tenere a cuore il bene comune, quanto esclusivamente quello proprio.

Protagora e Gorgia: riassunto

GORGIA: PENSIERO

Gorgia: Secondo Gorgia il discorso è tutto. Egli giunge a sostenere una sorta di “scetticismo metafisico” secondo cui non esiste nulla di oggettivo, se anche le cose esistessero non sarebbe possibile per l’uomo né pensarle, né capirle, né conoscerle; e se anche fossero conoscibili non sarebbe possibile per l’uomo comunicarle ad altri, perché l’unico mezzo di comunicazione per l’uomo è “la parola”, la quale non potrà mai identificarsi con la realtà. Per lui il linguaggio è un gioco che affascina e conquista, è una forza ammaliatrice che permette di dominare e influenzare i sentimenti degli uomini. Per lui: L’ESSERE ≠ PENSIERO ≠ LINGUAGGIO. Gorgia ha un visione pessimistica della vita, per lui l’esistenza è una dimensione irrazionale e misteriosa, in cui gli uomini non sono liberi né di responsabili, ma soggiogati da forse ignote e incrollabili; quali il fato, il caso, le passioni e anche la parola.

La sofistica: Protagora e Gorgia