Kierkegaard

Appunto inviato da lindamilillo
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Appunti di filosofia: i tre stadi dell'esistenza, l'angoscia, disperazione e fede, l'attimo e la storia (2 pagine formato doc)

Va contro l’idealismo romantico e vuole ricondurre l’intera esistenza umana alla categoria della possibilità.
Kierkegaard, però, a differenza di Kant, che mise in luce l’aspetto positivo, mette in luce il carattere negativo di ogni possibile. Ogni possibilità è possibilità che si e possibilità che non, la minaccia del nulla. Egli stesso incarna la figura del discepolo dell’angoscia, sente gravare su di se le possibilità terribile che ogni alternativa esistenziale presenta. Il punto zero è l’indecisione permanente, la scheggia delle carni: l’impossibilità di scegliere tra le diverse alternative, di riconoscersi ed attuarsi in una possibilità unica.
La sua attività è quella contemplativa. Riconosce nel cristianesimo un’ancora di salvezza, una via per sottrarre l’uomo all’angoscia e alla disperazione che ne costituiscono strutturalmente l’esistenza.
 
 
• I 3 STADI DELL’ESISTENZA
Il libro Aut-Aut presenta i due stadi fondamentali della vita: estetica e morale. Il titolo indica come questi stadi non siano due gradi di un unico sviluppo che passa da uno all’altro conciliandoli, ma come tra essi vi sia un abisso, un salto. Ogni stadio forma una vita a sé.
• Vita estetica: è la forma di vita di chi esiste nell’attimo, fuggevole e irripetibile. L’esteta è colui che vive nutrendosi di immaginazione e riflessione, da cui bandisce tutto ciò che è banale, insignificante e meschino; non tollera la ripetizione. Questa figura è perfettamente incarnata da don Giovanni, che sa trarre godimento dalla scelta dei piaceri più intensi e appaganti. La vita estetica conduce alla noia e alla disperazione. È una non scelta perché evita scelte impegnative, ossia l’esteta sceglie di non scegliere, rinuncia alla propria identità e avverte con disperazione il vuoto della sua esistenza senza senso.