Galileo Galilei

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Riassunto su Galileo Galilei dal libro "I Filosofi e le Idee 2 - L'età moderna" (3 pagine formato doc)

Il contributo di Galileo Galilei agli sviluppi della rivoluzione scientifica fu così ampio da essere designata come “galileiana” la nuova fisica matematica.
Galilei non limitò il proprio impegno intellettuale alla ricerca sperimentale alla riflessione teorica sulla scienza, ma intraprese per decenni una rischiosa battaglia affinchè la cultura universitaria ed ecclesiastica non ostacolasse l'affermazione del copernicanesimo e della nuova scienza.


A Galileo non spetta tanto il merito di aver inventato il cannocchiale, ma di aver compreso la sua utilità come strumento scientifico capace di potenziare i sensi.
Le osservazioni sue astronomiche mostravano che la superficie lunare presenta irregolarità in analogia con quelle terrestri. Il cannocchiale mostrava inoltre che il Sole presenta macchie in movimento, cioè rivelava imperfezioni nel Sole che portavano a superare l'opposizione tra cielo e Terra.
La Via Lattea, poi, si mostrava al telescopio come un ammasso di stelle lontanissime da noi e non come una nuvola o una nebulosa: da questa scoperta i confini dell'universo risultavano enormemente dilatati. Giove, al telescopio, presentava dei satelliti (detti da Galilei “astri medicei”): non esiste quindi (al contrario di quanto pensava Tolomeo) un unico centro di tutti i moti del sistema solare, ma anche i pianeti possono avere satelliti, così la Terra, intorno alla quale ruotava la Luna, non era una strana eccezione. In questo modo si rafforza un'analogia tra la Terra e gli altri pianeti. Venere presentava fasi (previste da Copernico ed escluse da Tolomeo).


La reazione alle scoperte galileiane furono quelle del rifiuto dello strumento che secondo i critici era adatto per osservazioni terrestri e non astronomiche. Per i filosofi invece i sensi sono già adatti per natura a cogliere la forma sensibile delle cose e non posso essere potenziati ma solo alterati dall'uso degli strumenti. Alcuni (come voleva Aristotele) ritenevano che la luna fosse un satellite perfettamente sferico, nonostante riconoscessero le sue asperità, perchè racchiuso in un involucro di cristallo a noi invisibile.