La filosofia di Platone

Appunto inviato da gaiagallino
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Vita, Opere, Vari Miti (Theuth, Eros, Androgino, Demiurgo, Caverna) per spiegare la sua filosofia. (11 pagine formato pdf)

Per ricostruire la biografia di Platone ci si rifà a Diogene Laerzio, soprattutto per quel che riguarda l’estrazione familiare, e alla Lettera VII.
Quest’ultima fa parte di un corpus di tredici lettere (dodici delle quali non sicuramente platoniche, solo la VII ha una situazione più incerta perché scritta forse da un discepolo) tutte in prima persona.

INTRODUZIONE AL PENSIERO DI PLATONE (Clicca qui >>)


Platone (da platus, largo, ampio, con riferimento allo stile o alle dimensioni fisiche o all’ampiezza della fronte), il cui nome reale era Aristocle, nacque ad Atene intorno al 428-427 a.C. La sua era una famiglia prestigiosa, che risaliva per parte paterna a Codro, ultimo leggendario re di Atene, per parte materna a Solone, legislatore degli inizi del VII secolo.
Era inoltre imparentato con Crizia e Carmide, due dei Trenta Tiranni protagonisti del colpo di stato oligarchico del 404 a.C.

CONFRONTO TRA PLATONE, I SOFISTI E SOCRATE (Clicca qui >>)


Ebbe come maestri Socrate e Cratilo, un eracliteo, come ci riporta Aristotele, a lungo discepolo della sua scuola. I dati successivi emergono dalla lettera VII, dove dice che da giovane, come molti suoi coetanei e concittadina, aveva nutrito il desiderio di entrare in politica. Avrebbe potuto farlo quando i Trenta impadronirono il potere, essendo per giunta imparentato con alcuni di loro. Questi però impostarono fin dall’inizio il loro potere sulla sopraffazione e la violenza.

BREVE RIASSUNTO SCHEMATICO SULLA FILOSOFIA DI PLATONE (Clicca qui >>)


Egli rimase particolarmente disgustato dal tentativo degli oligarchi di guadagnarsi la complicità di Socrate (che però rifiutò) nell’arresto illegittimo di un loro avversario. Un anno dopo, con l’uccisione di Crizia, iniziò la restaurazione di un governo democratico. Il nuovo regime si mostrò inizialmente più tollerante fino a quando, nel 399 a.C., vi furono il processo e l’esecuzione di Socrate. Platone, che era molto vicino a Socrate, scosso da questa tragedia, lasciò Atene per paura di nuove ripercussioni e vide naufragare la possibilità di un coinvolgimento diretto nella vita della sua città. Morì nel 347 a.C. ad Atene.