Thomas Hobbes: filosofia e politica

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La filosofia e il pensiero politico di Thomas Hobbes (2 pagine formato docx)

THOMAS HOBBES: FILOSOFIA

Hobbes. La sua filosofia ha come scopo quello di porre i fondamenti di una comunità ordinata e pacifica che egli crede possibile solo sulla base di uno stato assoluto.

Egli vuole costruire una filosofia che escluda l’importanza del vecchio , dei libri e degli antichi ma anche del soprannaturale e che trovi ispirazione solo dal mondo naturale. Egli crede che anche gli animali emettano suoni ma ciò non significa che essi parlino.
Questo perché al linguaggio corrisponde il mondo circostante e per questo solo l’uomo può progettare e prevedere la propria condotta nel tempo tramite il linguaggio. Le parole sono perciò segni convenzionali che significano i concetti delle cose che si pensano. Le parole consentono la generalizzazione e grazie a questa è inutile rifare di volta in volta le esperienze perché questa comprende tutti i casi possibili. Il linguaggio rende possibile il ragionamento che non è altro che l’insieme di addizioni e sottrazioni. La forma generale del ragionamento è perciò il sillogismo ipotetico che mette in luce la causa di un certo effetto. Ogni discorso scientifico non fa altro che dimostrare la connessione di cause che producono un determinato effetto (accade per le scienze che hanno per oggetto le cose prodotte dall’uomo perché esso può conoscerne le cause). Queste pervengono a conclusioni necessarie (sono la matematica, l’etica e la politica). Contrariamente per le cose naturali, ovvero prodotte da Dio, si può risalire solo dagli effetti alle cause. Queste pervengono a conclusioni probabili (sono le scienze naturali).

Thomas Hobbes: filosofia

THOMAS HOBBES: PENSIERO POLITICO

Materialismo. I soli oggetti possibile della ragione sono i corpi in quanto hanno una causa conoscibile dall’uomo. Anche lo spirito umano è così corporeo perché sia le sensazioni che lo stesso oggetto che le produce non sono altro che movimenti. Movimento è anche l’immaginazione. Il corpo è dunque l’unica realtà, ovvero l’unica sostanza che esiste in se stessa e il movimento è l’unico principio di spiegazione di tutti i fenomeni naturali. Poiché ci sono corpi naturali e artificiali ci sarà di conseguenza una filosofia naturale e una filosofia civile (divisa a sua volta in Etica: emozioni e bisogni e in Politica:doveri civili). Esiste inoltre una filosofia prima tesa a chiarire tutti i vari attributi fondamentali attribuibili ai corpi. Se le valutazioni teoriche (vero e falso) sono convenzionali, quelle morali (bene e male) sono soggettive. Non c’è alcuna norma che distingue l’assolutamente bene dall’assolutamente male, il tutto dipende da ogni singolo individuo e dalle circostanze in cui è inserito. Si chiama bene ciò che si desidera e male ciò che si odia. Quando nella mente dell’uomo si affollano pensieri così opposti egli si trova in uno stato di deliberazione che termina con un atto di volontà. La volontà conclude temporaneamente però i dubbi perché l’uomo non raggiunge mai uno stato di quiete. Non si può parlare così di sommo bene e di fine ultimo (altrimenti non desidererebbe nulla e non sentirebbe nulla). Non c’è posto così per la libertà. Si riduce questa alla libertà di azione.

Thomas Hobbes: pensiero filosofico e politico

HOBBES: POLITICA

Politica. La necessità di una scienza politica è un riflesso delle necessità che agiscono sulla volontà dell’uomo. Per alcuni aspetti questa parte della filosofia di Hobbes è simile al giusnaturalismo poiché entrambi: -vedono la politica come una scienza; -prescindono dalla storia. L’intera scienza politica di Hobbes deriva da due principi: -la bramosia naturale per la quale ogni uomo vuole godere da solo dei beni comuni (ovvero gli uomini non hanno un istinto che li porti alla concordia e alla benevolenza perché l’uomo non ha un amore naturale verso i simili); -la ragione naturale secondo cui ognuno fugge dalla morte violenta (intesa come: uguaglianza naturale secondo ogni uomo potrebbe dare la morte agli altri e volontà naturale di godere dei beni comuni). Proprio questi porterebbero l’uomo al continuo stato di guerra nei confronti degli altri.