Analitica trascendentale di Kant: riassunto

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Analitica trascendentale: definizione, contenuti e suddivisione tematica della logica kantiana come premesse alla filosofia moderna. Riassunto breve dell'analitica trascendentale di Immanuel Kant (3 pagine formato doc)

ANALITICA TRASCENDENTALE DEFINIZIONE

L'ANALITICA TRASCENDENTALE ha per oggetto l'INTELLETTO e le 12 CATEGORIE.

Kant aggiunge 2 categorie e per amore di simmetria le raggruppa in 4 CLASSI. Prende spunto dalla logica medievale che parlava di 4 TIPOLOGIE DI GIUDIZIO (affermazione+negazione come le proposizioni apofantiche di Aristotele):
-GIUDIZI secondo QUANTITÀ
-GIUDIZI secondo QUALITÀ
-GIUDIZI secondo RELAZIONE
-GIUDIZI secondo MODALITÀ.

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ANALITICA TRASCENDENTALE SIGNIFICATO

Ogni giudizio si compone di soggetto e predicato. Ci saranno diverse forme o categorie.

Per MODALITÀ si intende il carattere di esistenza di qualcosa (necessità o possibilità o mera esistenza) è il modo di essere di ciò che è. Per QUANTITÀ si intende unità e molteplicità. Per RELAZIONE si intende causa ed effetto. Kant osserva che le categorie vengono usate in continuazione dall'uomo comune nelle esperienze più banali. Per esempio se diciamo: "C'è una mela". "C'è" rappresenta la categoria della modalità, "una" la quantità, "mela" è la caratteristica che ne identifica la sostanza, relazione. Sorge il PROBLEMA della giustificazione di questo uso continuo: le categorie sono strumenti efficaci? Potrebbe essere un'abitudine senza che il discorso abbia una attendibilità. Si parla di PROBLEMA DELLA DEDUZIONE TRASCENDENTALE. DEDUZIONE significa nel linguaggio forense giustificazione di diritto di quella che appare in origine una pretesa di fatto. Per esempio l'oggetto che uso come mio, per essere legittimato ad usarlo devo dimostrare che è mio.

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KANT, ANALITICA TRASCENDENTALE DEI CONCETTI

Il fatto che l'uomo usi le categorie, non significa che siano efficaci. Kant presenta questo problema come il più difficile di tutta la sua speculazione, è la parte più oscura della critica della ragion pura. Avverte lui stesso il lettore. È un problema che si pone perché non è idealista (la realtà non è prodotta dal soggetto, ma ha una sua autonomia), né realista (la mente è uno specchio capace di riflettere la realtà così come è, non mette in dubbio la capacità che ha l'uomo di conoscere il mondo). Kant è un CRITICISTA e perciò pensa che la realtà esista esternamente al soggetto, ma che viene appresa attraverso i filtri che deformano la realtà. Si tratta di capire se i FILTRI siano reali. Kant osserva come gli oggetti della conoscenza possano essere pensati. È necessario che a capo vi sia un soggetto avente la possibilità di affermare la sua attenzione su ciò di cui si fa esperienza. Si presuppone un CENTRO UNIFICATORE DELLA CONOSCENZA. Kant non usa la terminologia "IO" per non considerarla una sostanza spirituale.

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