Circolo di Vienna e il Nepositivismo

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riassunto dettagliato sul Circolo di Vienna e il Neopositivismo (2 pagine formato doc)

CIRCOLO DI VIENNA E IL NEOPOSITIVISMO

Circolo di Vienna.

Dal 1907 un gruppo di giovani docenti incominciò a riunirsi in un caffè di Vienna, discutendo di problemi scientifici e filosofici, dove emersero le figure di Schlick e Carnap, che svilupparono una filosofia della scienza organica e dettagliata; l'obiettivo era analizzare e giustificare le nuove strutture della scienza che si erano venute a creare tramite la logica di Russell, e tale approccio è stato chiamato positivismo logico o neopositivismo. I neopositivisti identificarono l'analisi della conoscenza con l'analisi delle forme linguistiche mediante la quale viene espressa e definita, quindi definirono il pensiero scientifico un enunciato: una teoria scientifica è composta da vari enunciati, alcuni particolari e altri universali; è importante classificare gli enunciati in base al loro rapporto con l'esperienza: vi sono quelli analitici, cioè necessariamente veri in base alle leggi logiche e non descrivono un fatto (quindi sono veri a priori), mentre poi ci sono quelli sintetici, che descrivono fatti e sono veri o falsi a seconda che i fatti descritti risultino veri o falsi.

Riassunto su Carnap


NEOPOSITIVISMO

I fatti descritti dall'enunciato, se sono verificabili in qualche modo, è possibile verificare l'enunciato per mezzo dell'esperienza; mentre se i  fatti non sono verificabili, allora si ha un enunciato metafisico, poiché non possiamo verificare i fatti in nessun modo.


Il neopositivismo si caratterizza quindi per il tentavi o di escludere dall'ambito razionale ogni proposizione metaempirica, ciò che voglia parlare di qualcosa che non si può ricollegare e verificare tramite fatti empirici; la metafisica viene accusata di non avere significato, cioè di avere l'apparenza di una proposizione scientifica. La pericolosità della metafisica è che può introdurre concetti che sono illusori, privi di senso e ciò perché le teorie scientifiche non sono in grado di rispettare il principio di verificazione: perché il linguaggio della scienza è composto in parte da proposizioni empiriche; la maggior parte degli enunciati di una teoria scientifica  sono leggi e principi il cui riscontro empirico immediato è impossibile (se si afferma che "sul tavolo c'è una barretta metallica avvolta in una spirale di filo di rame", ciò si può riscontrare, ma se si afferma "nel filo passa corrente e la barretta si magnetizza"  ciò non è verificabile empiricamente).

Popper e il Circolo di Vienna, appunti


CIRCOLO DI VIENNA FILOSOFIA

Gli enunciati teorici devono essere considerati non verificabili quindi? No: gli enunciati teorici devono essere considerati abbreviazioni economiche, pratiche, di una serie o più di enunciati osservabili, i quali devono essere scomposti in atomi logici ed essere verificati tramite l'osservazione. I neopositivisti definiscono questo rapporto come Protocollo: che è l'insieme delle osservazioni scientifiche: protocollo = atomo logico = osservazione empirica; ma le leggi scientifiche sono enunciati universali che descrivono una serie di eventi potenzialmente infinita, e non si possono verificare tutti: perciò i neopositivisti affermano che per verificare un enunciato universale basta che le osservazioni gli conferissero un alto grado di probabilità di verità (più osservazione di eventi, più è probabile che accada).

Wittgenstein e Neopositivismo: spiegazione