Epicureismo e stoicismo a confronto

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Analogie e differenze tra l'epicureismo e lo stoicismo (1 pagine formato txt)

EPICUREISMO E STOICISMO A CONFRONTO

Per gli stoici il mondo è sorretto da un principio passivo, la materia, e un principio attivo, Dio, il logos, la ragione universale che organizza la materia con un ordine necessario, perfetto, il migliore tra i possibili.

(Entrambe le cose sono materiali, perché solo ciò che può agire o subire un'azione esiste, quindi solo il corpo esiste. Dio è considerato come pneuma, un fuoco, uno spirito vitale ma pur sempre corporeo).

Dal momento che ogni cosa è organizzata nel miglior modo ogni essere vivente deve vivere secondo la sua natura. La natura dell'uomo, ciò che lo distingue dagli animali, è di essere dotato di ragione.

Dunque l'uomo deve comportarsi secondo ragione e elevandosi al di sopra dei meri istinti e emozioni, che sono comportamenti animali.

Epicureismo e stoicismo: tema svolto

ANALOGIE TRA EPICUREISMO E STOICISMO

L'atteggiamento di distacco dalle emozioni è detto apatia. Il distacco avviene anche dai piaceri: gli stoici contrappongono il piacere al dovere e dicono che bisogna agire, anche per fare buone azioni, solo per dovere e mai abbassandosi ai piaceri. Secondo gli stoici tutto ciò che accade attorno a noi deve esserci indifferente: l'unico bene è la virtù, l'unico male il vizio. Le virtù sono saggezza, giustizia, fortezza e temperanza. Chi le ha tutte e 4 è il saggio, tutti gli altri (anche se ad un passo dalla virtù) sono "pazzi".

EPICUREISMO E STOICISMO: SIGNIFICATO

La storia è vista come un susseguirsi degli stessi eventi, imperi che sorgono e che crollano, persone che nascono e muoiono senza che nulla cambi; addirittura quando tutte le stelle tornano alla posizione iniziale c'è il grande anno, la conflagrazione, un'enorme esplosione e poi tutto rinasce esattamente come prima, con le stesse persone ecc...

Epicuro è meccanicista, antifinalista, atomista ed elimina le spiegazioni soprannaturali dalla fisica. Pensa però che esistano gli dei in quanto possiamo concepirli. La loro immagine proverrebbe dal flusso di atomi che si stacca da loro. Con il quadrifarmaco cerca di far capire all'uomo come superare i problemi della vita:

  1. Non bisogna temere gli dei, perché non si occupano di noi ma di cose ben più importanti
  2. Non bisogna temere la morte, perché quando c'è lei non ci siamo noi e quando ci siamo noi non c'è lei
  3. Il piacere è facilmente raggiungibile
  4. Il dolore se è acuto dura poco (o porta alla morte), se è lieve si può sopportare

Il sommo bene, la felicità, per Epicuro consiste nel piacere. Non un piacere edonistico, però. Il piacere può essere stabile (assenza di dolore) o temporaneo (gioia, letizia). L'assenza di turbamento dell'anima è chiamata atarassia, del corpo aponia.