La critica al Positivismo e la filosofia di Bergson

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Critica al positivismo e argomentazione a sostegno della filosofia spiritualista, la concezione di tempo bergsoniana e le sue opere principali (3 pagine formato doc)

POSITIVISMO: CRITICA

Critica alla filosofia positivista.

Una delle  correnti filosofiche  che ha dominato il XIX secolo è il positivismo, due delle caratteristiche fondamentali di ogni positivismo sono : 1) Non vi è altra realtà che il fatto naturale e non vi è altra possibile conoscenza all'infuori della scienza; 2) Sussistono tra i fatti dei rapporti costanti che costituiscono leggi immutabili e necessitanti.
L'impossibilità da parte della filosofia positivista nel giustificare in un modo qualsiasi i valori umani (estetici, morali e filosofici), è una delle caratteristiche del positivismo, da cui traggono spunto le filosofie successive ,per costituire la reazione anti-positivista .
Negando il positivismo, si nega anche che i fatti naturali siano l'unica realtà e che di conseguenza la scienza sia l'unica conoscenza possibile; Il che implica, che la filosofia abbia a che fare con un'altra realtà.
Il problema fondamentale delle filosofie anti-positiviste diventa perciò quello di definire il compito della filosofia, ovvero la realtà  di cui essa deve occuparsi.

Positivismo: esponenti

CRITICA AL POSITIVISMO

Lo spiritualismo: E' la prima reazione al positivismo è una reazione, suggerita da interessi religiosi e morali, e diretta ad utilizzare uno strumento che il positivismo aveva tralasciato, cioè la coscienza. L'atteggiamento della filosofia spiritualista è molto antico, poiché questo tipo di riflessioni erano già state fatte da altri filosofi precedenti, come Sant'Agostino con il <<noli foras ire>>, da Cartesio con il <<cogito>> , dai romantici con <<l'autocoscienza e la coscienza>> ed infine dagli empiristi con <<l'esperienza interna>>. Una considerazione fondamentale è che questi sono tutti atteggiamenti in cui l'uomo prende and esame la sua stessa interiorità. Per la filosofia spiritualista sono fondamentali le testimonianze della coscienza, cioè: la libertà, la trascendenza dei valori e la manifestazione del divino.

BERGSON, CRITICA AL POSITIVISMO

Henri Bergson. L'opera di Bergson si presenta, come la massima espressione dello spiritualismo francese.
Henri Bergson nacque a Parigi il 18 Ottobre 1851 e morì il 4 Gennaio del 1941. Per molti anni fu docente al collegio di Francia. Il suo primo scritto è il Saggio sui dati immediati della conoscenza, già nel titolo mostra alcune caratteristiche di quella che sarà la filosofia bergsoniana, ovvero, liberare delle strutture intellettuali fittizie la vita originale della coscienza per attingerla nella sua purezza.
La seconda opera, Materia e memoria è dedicata ai rapporti tra corpo e spirito. L'essenza dello spirito è riconosciuta nella memoria e al corpo si attribuisce la funzione di scegliere i ricordi per i fini dell'azione.
L'evoluzione creatrice è l'opera principale, dedicata ad illustrare la natura della vita come una corrente di coscienza (slancio vitale), che s'insinua nella materia asservendola a sé ma rimanendone limitata e condizionata.
Vi sono altre opere meno importanti del filosofo, come i saggi sul Riso, in cui egli descrive la sua teoria sull'arte e tre altre raccolte di saggi sono : L'energia spirituale, Durata e simultaneità e Il pensiero e il movente ( che è un'opera inerente alla teoria di Einstein).