L'evoluzione creatrice di Bergson: riassunto

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l'intelligenza, coscienza, istinto, lo slancio vitale e l'esempio della mano che attraversa la limatura di ferro. Riassunto sull'evoluzione creatrice di Henri Bergson (2 pagine formato doc)

L'EVOLUZIONE CREATRICE DI BERGSON RIASSUNTO

L'evoluzione creatrice.

L'intelligenza è lo strumento di cui si serve la scienza che è incapace di comprendere la vita intesa come evoluzione spirituale, CORRENTE di COSCIENZA che rende possibile la spiegazione della natura e dell'origine della coscienza. Se non incontra ostacoli, si crea l'INTELLIGENZA, se li incontra si forma l'ISTINTO. La vita è tutta così, per l'individuo l'energia si è dovuta adattare, se si riflette sulla vicenda personale si ricorderà un momento che in potenza era possibile che la vita potesse prendere altre direzioni. Per la natura ha preso tante direzione più o meno vantaggiose.
La memoria è SPIRITO, non ha nulla a che fare con il corpo. Nel l'evoluzione creatrice prende in considerazione la VITA come corrente di coscienza, flusso di energia. All'origine c'è l'energia che ha prese varie direzioni alcune interrotte da ostacoli, altre sono andate avanti dando luogo a specie viventi diversi. La materia è ostacolo alla vita. Bergson prende distanze da FINALISMO e MECCANICISMO.

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BERSON EVOLUZIONE CREATRICE RIASSUNTO

La natura è intesa come sistema organizzato che non può essere spiegato alla luce di un disegno provvidenziale come se tutto derivasse da un progetto (distante da finalismo). Secondo le sole leggi meccaniche non si riesce a spiegare un organo così complesso aventi funzioni così semplici come l'OCCHIO (distante meccanicismo). Prende posizione equidistante che cerca di spiegare attraverso un esempio famoso: invita a immergere una MANO attraverso una LIMATURA DI FERRO, la quale man mani che procede incontra più resistenza perché si compatta e non consente al braccio di procedere oltre. Chi non ha assistito all'azione del braccio pensa che la limatura di ferro ha preso una forma diversa dalla precedente. Ci sarà chi come il meccanicista spiegherà la distribuzione in virtù della azione reciproca (ogni grani agisce sul grano vicino e ne determina la forma).

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L'EVOLUZIONE CREATRICE DI HENRI BERGSON: RIASSUNTO

I finalisti pretendono che un piano di insieme ha presieduto al dettaglio. Bergson dice che c'è stato un ATTO INDIVISIBILE ovvero una forma globale della resistenza. Non c'è stato un piano di insieme, non ci si può limitare all'azione dei grani sugli altri. La posizione dei grani può essere spiegata come l'ESPRESSIONE IN NEGATIVO dell'azione compiuta in precedenza. È quello che resta dell'impronta, è la forma della resistenza opposta alla materia. L'azione della mano è lo slancio vitale, la resistenza della materia sono gli ostacoli che l'energia incontra nel suo percorso. La materia oppone resistenza (demiurgo PLATONE), è un limite per lo slancio vitale che non può esprimersi nell'originale progetto.questa energia ha subito una serie di biforcazioni la prima delle quali fra PIANTE che fabbricano da se le sostanze nutritive e ANIMALI che non hanno la capacità delle piante e perciò si sono evoluti nell'attività locomotrice e per andare in cerca del cibo ha sviluppato una coscienza sempre più sveglia.

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RIASSUNTO BERGSON

Ci sono state nette biforcazioni fra ARTROPODI il cui culmine sono gli insetti e VERTEBRATI il cui culmine è l'uomo che è l'animale più evoluto. Lo slancio vitale ha preso vie come vicoli ciechi per i MOLLUSCHI. Lungo la linea che ha portato l'uomo ha preso forma l'intelligenza, lungo l'altra l'istinto. Possono apparire come facoltà opposte a uno sguardo superiore, in realtà si rimandano. Abbozza una definizione: INTELLETTO è la facoltà di fabbricazione degli strumenti artificiali, l'ISTINTO è la capacità di usare strumenti organici e naturali. L'animale è un maestro nell'uso degli organi corporei, l'uomo ha abilità minori, si è industrializzato per costruire strumenti che gli permettano di sopravvivere. L'intelligenza circoscrive il campo delle applicazioni dell'intelligenza. Essa è a proprio agio solo nel mondo della materia, quando ha a che far con ciò che è solido, immobile e non si trova a suo agio con ciò che si muove, si trasforma come il movimento.